La Battaglia di Algeri. Il freddo colonnello Mathieu si chiamava Jacques Massu

“Cognome Philippe, nome Mathieu. Nato a Reims nel 1906”. La voce fuori campo di Ferruccio Amendola presenta così il principale antagonista de La Battaglia di Algeri. E’ il tenente colonnello Philippe Mathieu, comandante della 10° Divisione di Paracadutisti, unità impegnata nella contro-guerriglia sull’altipiano Kabilo.

Nella sequenza della pellicola di Pontecorvo entra in città, fra file festanti di francesi. Ed è l’antagonista principale, interpretato dall’attore Jean Martin.

Come sovente accade nel cinema, specie nelle opere a taglio “documentaristico” quale La Battaglia di Algeri, i personaggi traggono ispirazione dalla realtà. E Mathieu è il volto fittizio di Jacques Massu, pluridecorato ufficiale francese, già combattente nella Seconda Guerra Mondiale e in Indocina.

Mathieu/Massu è un militare tutto d’un pezzo. Nativo di Châlons-sur-Marne, classe 1908, si è già battuto in Africa settentrionale agli ordini del Generale Leclerc. Poi, un nuovo teatro “esotico”, quello del Sud est asiatico dove la Francia esce rovinosamente sconfitta nel 1954.

A metà degli Anni ’50 l’impero coloniale di Parigi è ormai avviato al tramonto. Anzi, forse è già al crepuscolo. I francesi non si sono ancora ripresi dal tracollo in Indocina che l’Algeria esplode.

Dei principali movimenti indipendentisti algerini, la parte del leone la fa il Fronte Liberazione Nazionale (FLN). Fra i membri più attivi dell’organizzazione Ali Ammar (o Ali La Pointe), che sul grande schermo verrà interpretato dall’esordiente Brahim Hadjadj.

La Pointe è il principale antagonista di Mathieu, così come lo è stato nella realtà di Massu. Dopo un’aspra lotta, il rivoluzionario algerino muore proprio per mano dei francesi. Il film di Pontecorvo si ferma alla morte di La Pointe, mentre la carriera di Massu è andata avanti: prefetto di Algeri nel 1958, prende parte al putsch del 1961.

Dopo questo evento è rimosso dal suo incarico.

Nel 1962 Parigi lo invia a Baden Baden, in Germania Ovest, a comandare la zona di occupazione francese. Si ritira nel 1969.

Il film di Pontecorvo esce nel 1966 e suscita qualche mal di pancia oltralpe. La delicatezza del tema trattato, il fatto che gli eventi narrati si fossero svolti appena qualche anni prima e che Jacques Massu fosse ancora in vita hanno probabilmente influito sulla scelta di chiamare il personaggio Mathieu.

L’interpretazione di Jean Martin è magistrale. L’arrivo di Philippe Mathieu ad Algeri è una delle sequenze più famose della storia del cinema mondiale. E le scene di tortura sono altrettanto d’impatto… oltreché vere.

Sarà lo stesso Massu a denunciare il ricorso a metodi coercitivi durante uno degli ultimi, drammatici conflitti coloniali della storia europea.

Più grave della tortura forse soltanto che alcuni dei torturatori avevano alle spalle anni di militanza nella Resistenza francese. Avevano dunque finito per applicare sugli algerini gli stessi metodi, barbari, che avevano combattuto appena un decennio prima.

 

 

 

[di Marco Petrelli]

 

 

 

 

Redazione Conoscere La Storia

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