Gladiatori: il pollice verso e altri miti da sfatare

“Ave, Caesar, morituri te salutant” (“Ave cesare, coloro che stanno per morire ti salutano“) è considerata la frase pronunciata dai gladiatori che sfilavano davanti all’imperatore prima che iniziassero i giochi. Tuttavia non è vero: in realtà questo saluto non fu pronunciato da dei gladiatori ma da dei condannati a morte e in una unica e sola occasione. Accadde durante la naumachia, spettacolo che mette in scena un combattimento navale, promossa dall’imperatore Claudio nel 52 d.C. per la bonifica del lago del Fucino.

Ma questo non è l’unico mito da sfatare sui gladiatori. Ce ne sono diversi. In molti film, per esempio, si riporta che il pubblico, con il segno del pollice verso, in basso, decretasse la morte del gladiatore. Questo è quello che è stato tramandato ma non risponde a verità. L’unica testimonianza arriva da Giovenale che parla di “pollice girato”. Per cui l’espressione non significa che il pollice fosse necessariamente rivolto verso il basso e nemmeno quanto fosse in uso. Pare che il pollice fosse invece rivolto verso l’alto a simboleggiare una spada sguainata o orizzontale. Ciò che è certo è invece il grido della folla per decretare il destino di un guerriero: per chiederne la morte il pubblico urlava “iugula!“, cioè “sgozza!“, per invocarne la salvezza si gridava “missus!“, “libero!”.

Altro mito è quello secondo il quale i gladiatori combattessero contro le bestie feroci. Anche questo, in realtà, non è vero. I gladiatori non lottavano con gli animali, coloro che lo facevano erano i venatores, sorta di cacciatori, durante i giochi del mattino.

Mario Sprea

Mario Sprea

Giornalista professionista, direttore di diverse testate settimanali e mensili, autore di numerosi libri di narrativa, studioso e ricercatore di Storia delle religioni, esperto di divulgazione storica, responsabile di numerose riviste di Storia.

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