Guerra fredda. Gli Alpini e i Fanti d’arresto, icona della Guerra fredda

Italia, Anni Sessanta. Il Paese è nel pieno della Guerra fredda, quel conflitto mai ufficialmente combattuto sul campo ma che ha tenuto per quasi mezzo secolo il mondo col fiato sospeso. Lungo i confini orientali della Penisola, laddove nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale erano state costruite articolate reti difensive, sono “appostati” i battaglioni di frontiera. Si tratta di unità costruite su reparti già esistenti, alcuni dei quali risalenti addirittura al secolo precedente.

E’ proprio negli Anni Sessanta però che i battaglioni assumo la denominazione di battaglioni di Fanteria e di Alpini d’arresto. Sì, perché in caso di invasione da oriente i militari avrebbero dovuto “arrestare” l’avanzata nemica.

Per oltre 30 anni (40 se aggiungiamo l’esperienza pregressa dei battaglioni alla frontiera) questa singolare specialità della fanteria, alimentata dalla leva, ha garantito la sicurezza di un territorio già teatro a lungo conteso. Dalle incursioni titine sul finire della Seconda Guerra Mondiale alla questione di Trieste, risolta solo nel 1954.

La successiva normalizzazione dei rapporti fra la Repubblica Italiana e la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia sembra aver restituito pace al versante orientale delle Alpi; tuttavia, l’essere confine naturale fra un Paese membro NATO (Italia) ed un paese socialista (la Jugoslavia) rende comunque indispensabile l’opera di controllo e di monitoraggio.

Gli Alpini d’arresto nascono ufficialmente il 1° luglio 1963 e, a quell’anno, risultano attivi 9 battaglioni più altri 6 battaglioni della Fanteria d’Arresto. La differenza fra le due specialità riguarda il tipo di opera difensiva: per gli Alpini si trattava, chiaramente, di opere fisse in quota per le quali necessitava un addestramento da montagna.

Forse l’evoluzione tecnologica, insieme al progressivo mutamento dello scenario internazionale, portarono ad una riduzione dell’organico delle unità d’arresto. Già nel 1976, infatti, dei 9 battaglioni iniziali solo i battaglioni “Val Tagliamento” (Brigata Julia) e “Val Brenta” (Brigata Tridentina) sono ancora in servizio. Restavano invece operativi i battaglioni di fanti d’arresto, la cui riconfigurazione inizia a metà Anni Ottanta.

La Guerra fredda termina con la caduta dell’URSS (26 dicembre 1991) e già nel 1992 il grosso dei reparti d’arresto è sciolto: il “Val Tagliamento” (la cui origine risale al 1882) si scioglie nel 1992. Il “Val Tolmezzo”, con diversa funzione, sopravvive fino ai nostri giorni: oggi, infatti, è inquadrato nell’8° Reggimento Alpini della Brigata Julia.

Al 1993, invece, la Fanteria d’arresto vede sciogliere tutti i suoi battaglioni eccetto uno, l’ “Alpi”: sciolto nel 1993 e ricostituito con funzioni d’addestramento, termina definitivamente la sua lunga vita operativa iniziata nel 1859.

Della Fanteria e degli Alpini d’arresto rimangono i ricordi dei “najoni” e i resti delle opere di fortificazione…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(Immagine di sfondo: Fanteria d’Arresto. Allievi Ufficiali di Complemento dell’Esercito Italiano in addestramento. Fonte immagine: smalp.it )

Redazione Conoscere La Storia

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