Guerra di Corea. 1951: Heartbreak Ridge, la battaglia che ispirò “Gunny”

Heartbreak Ridge, letteralmente “cresta del crepacuore” è il nome di una battaglia combattuta oltre 60 anni fa nella Guerra di Corea (1950-1953). Nonché il titolo di un celebre film del 1987 con Clint Eastwood, distribuito in Italia come “Gunny“.

I fan di Clint ricorderanno che lo scontro fra americani e cinesi è rievocato sul finire della pellicola, nel caffè di Little Mary. “Non c’è nei libri di storia” commenta sconsolato il sergente maggiore Choozo (Arlen Dean Snyder) parlando ad un giovanissimo Mario Van Peebles di Heartbreak Ridge.

In verità l’episodio è piuttosto noto ed è uno dei più sanguinosi occorsi alla coalizione ONU nella Guerra di Corea.

La rapida avanzata nordcoreana del giugno 1950 si era arrestata a settembre, grazie all’intervento degli USA e delle Nazioni Unite.

 

 

Le forze alleate erano riuscite a penetrare in territorio nordcoreano, tanto da conquistare Pyongyang nell’ottobre del 1950. La capitale nemica verrà tuttavia riconquistata, a dicembre, dai cinesi intervenuti in sostegno di Kim Il Sung.

Per l’intero anno successivo i combattimenti si svolsero lungo il 38° Parallelo, in una situazione quasi di “stasi”, come se i contendenti non riuscissero ad infliggere il colpo di grazia all’avversario.

Il 13 settembre si consumò Heartbreak Ridge.

Non uno scontro anonimo, come vorrebbe far credere il sergente maggiore Choozo, ma un’autentica battaglia nella quale si fronteggiarono tre reggimenti della 2° Divisione di fanteria USA “Indianhead” e un battaglione francese. La località, nel territorio della Corea del Nord, era difesa da forze miste cinesi e coreane  che, come in tutto il corso del conflitto, si lanciavano all’assalto a grandi ondate.

In fondo la principale forza delle truppe comuniste consisteva in quello. Una grande disponibilità di risorsa umana da schierare contro avversari magari minori in numero ma con equipaggiamento, armi e supporto aereo. E furono proprio gli aerei (insieme all’artiglieria) a dare inizio ad Heartbreake Ridge che si concluso circa un mese più tardi, il 15 ottobre, nell’anniversario della conquista alleata di Pyongyang.

https://it.findagrave.com/memorial/17654636/james-juna-johnson
Il Marine James Juna  Johnson (1950-1969).

Interessante è il fatto che a Heartbreake Ridge i Marines non ci fossero. Non che lo US Marines Corp non avesse versato il suo tributo di sangue in Corea, ma in quell’episodio i leggendari fanti di marina statunitensi non presero parte ai combattimenti.

Quanto alla Medaglia d’Onore del Congresso “Gunny” Highway vi fu in effetti un soldato decorato con l’altissima onorificenza: Herbert K. Pililaau, soldato di fanteria che morì mentre tentava di coprire la ritirata dei suoi compagni dalla collina 937. Era il 17 settembre, la battaglia era iniziata da 4 giorni.

Per “Gunny”, però, Clint Eastwood si ispirò ad un’altra icona delle forze armate USA, tale J.J. Johnson. Al nome di “JJJ” corrisponderebbe il marine James Juna Johnson, classe 1950 caduto a Tam Kỳ (distretto di Quảng Nam) in Vietnam nel 1969. E’ stato decorato con la The Combat Action Ribbon (CAR), la Purple Heart Medal with One Gold Star for his combat related wounds, la Vietnam Service Medal, la The Republic of Vietnam Campaign Service Medal e la The National Defense Service Medal.

Lo stesso attore lo cita in un brindisi con Choozo:

“A JJJ e ai suoi pezzi che non riuscimmo più a trovare”.

Incongruenze storiche e licenze cinematografiche che, loro malgrado, non hanno impedito alla pellicola firmata dallo stesso Eastwood di entrare nell’immaginario collettivo. Per quanto duro, infatti, il sergente maggiore artigliere “Gunny” (abbreviazione di Gunnery Sergeant) ha un carattere positivo e che piace al pubblico. Insomma, qualcosa di molto diverso dal suo “collega” di Full Metal Jacket Hartmann / Ronald Lee Ermey, un ex istruttore dei Marines prestato al cinema che del Corpo regalò un’immagine certamente più realistica ma decisamente meno “digeribile” al pubblico.

Quanto alla battaglia, Heartbreak Ridge resta un riferimento nella memoria americana, anche per l’alto numero di caduti: 3500 da parte alleata, circa 25 mila da parte cinese-coreana.

 

 

 

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(Immagine di sfondo: Pfc. Julias Van Den Stock of Company A, 32nd Regimental Combat Team, 7th Infantry Division with M1 or M2 Carbine, rests on a Chinese Communist bunker with a Soviet DP light machine gun. Fonte: Wikipedia (en)

 

 

 

 

 

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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