I bambini nell’arte medievale? Brutti e inquietanti. Ecco perché

Guardando tele e dipinti medievali, salta subito all’occhio: i bambini sono sempre brutti (almeno ai nostri occhi). Perché? L’arte medievale e bizantina è sempre simbolica, non realistica, e quello che importa è rappresentare un concetto, un significato, non ritrarre dal vero. Quando si dipingeva un bambino, lo si faceva quasi sempre per rappresentare Cristo. Ma siccome Gesù, secondo i teologi, era nato già compiuto e immutabile, con tanto di consapevolezza di dover morire sulla Croce, quello che finiva sulla tela era un adulto a tutti gli effetti (calvizie compresa), anche se in miniatura.

Le cose cambiarono nel Rinascimento, quando questi inquietanti homunculi furono sostituiti dai ben più rassicuranti e teneri putti. All’arte religiosa destinata alle chiese si affiancò quella aristocratica e borghese, che richiedeva forme più realistiche, e la riscoperta dei canoni di bellezza classici, da estendere anche ai fanciulli, fece il resto.

Mario Galloni

Giornalista professionista con la passione per la storia, ha iniziato a occuparsi di cronaca per il quotidiano milanese “la Notte”, dove ha scritto di nera, giudiziaria e sport. È stato caporedattore di testate nazionali e collabora con le riviste “BBC History”, “Conoscere la Storia”, “Storie di Guerre e Guerrieri”, “Medioevo Misterioso” e "Civiltà Romana". Ha al suo attivo due libri.

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