I personaggi dell’Iliade? Forse sono realmente esistiti

Alla fine dell’Ottocento il tedesco Heinrich Schliemann portò alla luce le antiche rovine della collina di Hissarlik, in Turchia. Per lui non c’era dubbio: aveva trovato Troia. Schliemann aveva rotto il muro d’incredulità e, soprattutto, aveva riportato alla luce la civiltà micenea, fino ad allora negletta e che invece rappresentava il vero contesto storico dell’epica di Omero. Nuove conferme sono arrivate in seguito, ma non è mai emersa una prova schiacciante che Hissarlik fosse davvero Troia, e ancora oggi c’è chi mette seriamente in discussione l’identificazione. Si tratta, occorre dirlo, di una minoranza di studiosi.

Secondo i più recenti scavi, tuttavia, Troia non era una città “greca”, come può sembrare dal racconto di Omero, bensì un centro di stampo orientale. Di grande importanza è il ritrovamento nel 1995 di un sigillo discoidale di bronzo, largo appena 2,5 cm, su cui sono incisi il nome di uno scriba e di una donna. Risale alla seconda metà del II millennio a.C., ed è l’unica traccia di scrittura a Hissarlik; la sua lingua è il luvio, parlato da una popolazione locale, quella cui forse appartenevano gli abitanti di Troia. Se confermata, si tratterebbe della scoperta dell’identità etnica di Priamo, Ettore, Paride.

Recenti scoperte archeologiche hanno portato alla luce sbalorditive coincidenze linguistiche che possono essere considerate prove sulla fondamentale autenticità di quanto narra l’Iliade. La potenza egemone sulla Turchia di allora era l’Impero Ittita. Sulla costa si trovavano una serie di potentati locali più o meno autonomi. Ed è proprio il racconto di queste vicende, narrato nei testi ittiti risalenti al XIV-XII secolo a.C. e ritrovati nella capitale Hattusa, che può aiutare a gettare una luce nuova sulla Guerra di Troia. Tra i testi cuneiformi, alcuni citano l’importante città di Wilusa. Si trovava in Anatolia occidentale, e nel 1998 una tavoletta ittita ha rivelato la chiave per collocarla sulla mappa, insieme ad altre città. Sono state identificate Efeso, Sardi, Mileto e la stessa Wilusa, che quasi certamente era il maggior centro della Troade (nei testi compare anche il nome geografico Truwisa).

L’assonanza di Wilusa con Wilion/Ilion (Ilio è un altro nome di Troia) sembra rilevante. Insomma, Wilion era il nome arcaico di Ilio, cioè Troia. Wilusa sarebbe dunque Ilio e Truwisa la Troade: è lecito pensare che, usando tali parole, gli Ittiti stessero parlando proprio di Ilio-Troia.Una città, dunque, realmente esistita. I testi ittiti ci dicono molte cose riguardo a questa Wilusa. Citano spesso gli Ahhiyawa, una popolazione che regnava sull’Egeo: vale a dire gli Achei. Dunque, che rapporto c’era fra Wilusa, gli Ahhiyawa e gli ittiti? Ce lo spiega il re ittita Hattusili III in una lettera a un sovrano degli Ahhiyawa: “Ora noi siamo giunti a un accordo su Wilusa, per la quale ci trovammo in guerra”. Insomma, un conflitto tra Achei e asiatici per la città di Wilusa, che probabilmente è Ilio, ossia Troia. Ci sono però altre assonanze molto evocative.

I personaggi dell’Iliade? Presenti nei testi ittiti

Nei testi sono però citati tutta una serie di personaggi, i cui nomi fanno sobbalzare.  Un protagonista di primo piano è Piyama-Radu, che vuole diventare re di Wilusa: il richiamo Piyama- Radu/Priamo è evidente, anche se la storia è differente da quella di Omero. Questo Piyama si allea infatti con gli Ahhiyawa, invece di combatterli. Il nome luvio Pari-Zitis, fa pensare a Paride, mentre nelle tavolette compare anche Alaksandu, re di Wilusa, divenuto vassallo degli Ittiti dopo aver respinto un’aggressione degli Ahhiyawa: il giuramentodi fedeltà viene compiuto in nome del dio di Wilusa, Apaliunas, per il quale viene difficile non pensare all’estremo difensore di Troia, Apollo. C’è poi Kukkunni, sovrano di Wilusa, che ricorda quel Cicno re di Colone nella Troade, ucciso da Achille nell’Iliade. Si ritrova anche Attarissiya, che richiama da vicino Atreo. O, per qualcuno, Odisseo.

Guglielmo Duccoli

Nato a Milano nel 1963, giornalista pubblicista, ha diretto diversi periodici di divulgazione storica. Attualmente è Senior Editor dei bimestrali «Conoscere la Storia», «Medioevo misterioso», «Civiltà romana» e «Far West Gazette» per conto di Sprea Editori.

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