Il biscione: storia e origini del simbolo di Milano

Il “biscione” è il notissimo simbolo di Milano, impiegato anche come logo ufficiale da alcune delle realtà più note della città, in ambito industriale, culturale, sportivo. L’esempio più classico è quello della squadra calcistica dell’F.C. Internazionale che adotta come logo proprio il celebre serpente, ma anche la fabbrica automobilistica Alfa Romeo.

Ma qual’è l’origine di questo simbolo? Lo stemma fu adottato dai Visconti e poi mantenuto dagli Sforza, a significare la continuità tra le due casate nella signoria della città. Una delle più illustri menzioni del biscione si trova nella Commedia, al verso 80 del canto VIII del Purgatorio, in cui Dante cita espressamente «la vipera che il melanese accampa».

In origine, però, non doveva trattarsi di una vipera, bensì del leggendario drago Tarantasio che anticamente terrorizzava Milano, finché un giorno Umberto Visconti raggiunse il mostro, in procinto di divorare un bambino, e dopo un’aspra lotta lo atterrò salvando il piccolo. Per celebrare l’impresa, nello stemma dei Visconti fu introdotto il drago (trasformato in serpente) che tiene un bambino tra le fauci.

Se questa è la leggenda, la storia rimanda invece al capitano Ottone Visconti che, durante la Seconda crociata, sconfisse il saraceno Voluce, la cui insegna raffigurava «una biscia con un uomo scorticato in bocca». Tornato a Milano, Ottone dispose che i suoi discendenti portassero come vessillo proprio quella biscia, e dal momento che lui stesso «aveva vinto sette fortissimi uomini», le spire del serpente contano sette anse.

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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