Il contributo dei servizi segreti sovietici alla vittoria di Stalingrado

L’operazione Monastero è lanciata da Mosca nell’agosto 1941, congiuntamente dall’NKVD (polizia politica e controspionaggio) e dal GRU (spionaggio militare) al fine di penetrare la rete degli agenti tedeschi dell’Abwehr operanti in Unione Sovietica.

Ideatore dell’iniziativa è Pavlev Sudoplatov, uno dei maggiori esponenti dell’NKVD prima e KGB dopo, che ne parlerà diffusamente nel suo libro di memorie pubblicato alla fine degli anni novanta.

Si tratta in sostanza di creare una struttura di finti oppositori al regime sovietico, reclutati principalmente  tra i sopravvissuti dell’antica nobiltà russa e suscettibili quindi di dare maggiore veridicità a un presunto movimento di opposizione.

Ed è in questi ambienti che Sudoplatov scova l’elemento ideale: Alexander Demianov, detto Max, un giovane e aitante discendente da una famiglia di antica nobiltà russa, già peraltro agente attivo dell’NKVD.

Alla professionalità da tempo acquisita, Max potrà aggiungere anche un tocco di migliore credibilità con i suoi modi di fare aristocratici.

Suo compito sarà quello di infiltrarsi nelle linee tedesche per proporre al nemico la collaborazione di una pretesa organizzazione filotedesca, il Prestol, in vista della creazione di un governo provvisorio, non appena i territori conquistati dalla Wermacht saranno abbastanza estesi. Per incassare con l’allettante offerta – se sarà creduto – la fiducia dei nazisti ovvero di essere giustiziato, se non sarà abbastanza convincente. Missione ad altissimo rischio.

Con questo viatico, nel dicembre 1941 Demianov, dopo una lunghissima ed estenuante marcia sugli sci, si ritrova dall’altra parte del fronte, proclamandosi disertore dell’Armata Rossa.

Dopo non pochi dubbi, esitazioni e verifiche, la sua storia sarà alla fine ritenuta plausibile dagli ufficiali tedeschi.

La missione di Max inizia sotto buoni auspici e sarà coronata da completo successo.

Da una parte infatti, riuscirà a dare a Mosca i nomi degli agenti di collegamento con i nazisti che saranno sistematicamente eliminati o imprigionati. Dall’altra fornirà informazioni militari devianti e notizie di inesistenti sabotaggi. 

Nell’autunno del 1942, ad esempio, la rete di Max rende disponibili false notizie circa le intenzioni strategiche dell’Armata Rossa.

Fa credere, cioè, a un’offensiva su vasta scala nella regione di Rjev nel Caucaso (offensiva peraltro realmente messa in moto), mentre la vera manovra di Stalin tende a distruggere le truppe tedesche avanzate fino a Stalingrado.

L’offensiva a Nord del Caucaso del generale Jukov  – che ignorava di essere utilizzato come esca da suo stesso governo! – fallirà perché i tedeschi opportunamente “avvisati”  da Max, sposteranno un ingente quantitativo di truppe per far fronte appunto al generale Jukov, che si troverà di conseguenza impossibilitato a proseguire.

Ma è proprio ciò che Mosca aveva previsto e auspicato….

Il nucleo centrale delle truppe naziste schierate nella città di Stalin, ne risulterà così significativamente indebolito. I sovietici alla fine saranno in grado di riconquistare Stalingrado. 

Hitler ha virtualmente perso la guerra. 

 

 

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(Foto di sfondo: immagine del diorama della battaglia alla stazione di Volgograd. Foto di Alexfas da Pixabay)

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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