Il primo pilota nero? Era italiano e fu per due volte generale

Di origine tigrina, nato ad Asmara nel 1886 con il nome di Wolde Selassié e adottato dal colonnello Attilio Mondelli assume il nome di Domenico e il cognome del padre adottivo.

Oltre un secolo prima delle grandi migrazioni nel Mediterraneo, Iwobe – naturalizzato Domenico Mondelli – è forse il primo africano ad assumere la cittadinanza italiana.

Cresciuto a Parma, il giovane Domenico segue le orme di papà Attilio frequentando la Regia Accademia Militare di Modena. Allo scoppio della guerra italo-turca è tenente pilota del Servizio Aeronautico Italiano del Regio Esercito. Primo africano nella storia a pilotare un velivolo…

La Grande Guerra lo vede ancora una volta pilota, stavolta col grado di capitano. Ma Domenico, che di coraggio ne ha da vendere, non si accontenta del solo fronte del cielo. Bersagliere, comanda le “Fiamme Cremisi” i reparti di arditi dei “fanti piumati”. A fine conflitto, poi, assume il comando del leggendario IX Reggimento d’Assalto, antenato di quello che oggi chiamiamo IX Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”. Nel 1917 è promosso tenente colonnello sul campo.

Colonnello a metà degli Anni Trenta, la sua carriera sembra interrompersi poiché non riesce a “passare” generale. Ricordiamoci che siamo in tempi molto diversi da quelli odierni e nei quali nessun esercito (di potenza democratica o di regime autoritario) avrebbe permesso ad un uomo di colore di assumere un grado così alto.

E considerando che al tempo gli indigeni delle truppe coloniali inglesi, francesi, italiane raggiungevano al massimo il grado di maresciallo, vedere un eritreo con la divisa da colonnello era cosa non certo comune… Inoltre, Domenico è un massone affiliato al Grande Oriente d’Italia (raggiungerà il 33° e massimo grado del Rito scozzese antico ed accettato), obbedienza sciolta dal Regime nel 1926. E pregiudiziale di non poco conto…

Mondelli però è combattente anche nello spirito e non ci sta a rinunciare alla carriera. Passato in riserva, entra nella Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale raggiungendo presto l’apice della gerarchia: un console generale (equivalente al generale di brigata) delle Camicie Nere.

Di come un uomo di colore – per quanto cittadino italiano e valoroso soldato pluridecorato – abbia potuto arrivare a comandare la milizia fascista resta un mistero.

La carriera militare del primo pilota nero della Storia non si ferma però al 1945. Nel ’59 è nominato generale di brigata nel ruolo d’onore; nel 1963 generale di divisione per poi raggiungere, alla fine degli Anni Sessanta, il grado di generale di corpo d’armata.

E’ stato insignito di due MAVM, 3 MBVM, 1 Croce al Merito di Guerra. Ha ricevuto le onorificenze di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e, nel 1970, la nomina a Grande Ufficiale  dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana su iniziativa del Presidente Giuseppe Saragat.

Si è spento nel 1974.

 

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(Fonte immagine: Wikipedia)

 

 

 

 

 

 

Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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