La giornata medievale? Divisa in otto “ore”. E scandita dalle campane

La giornata di un uomo medievale? Era suddivisa in ore diurne (horae) e notturne (vigiliae), stabilite a gruppi di tre: vigilia prima (dalle 18 alle 21 circa), secunda (ore 21-24), tertia (ore 24-3) e quarta (ore 3-6), e poi hora tertia (ore 6-9), sexta
(ore 9-12, da cui il termine “siesta”), nona (ore 12-15) e vespera (al calare del sole). Quando non esistevano gli orologi, che iniziarono a diffondersi dal Trecento, a scandire il tempo erano inoltre le campane, che a partire dal VII secolo regolavano la vita nei campi.

Il punto di riferimento erano quelle dei monasteri, che battevano le ore seguendo i ritmi delle preghiere. Le prime orazioni (il mattutinum) si svolgevano verso le 3 di notte; all’alba, era il momento delle laudi, poi si pregava all’hora tertia (verso le 9), sexta (mezzogiorno), nona (alle 3 del pomeriggio), vesperum (alle 5) e infine a compieta (al tramonto), quando si recitava insieme l’Ave Maria.

Elena Percivaldi

Elena Percivaldi

Storica medievista, saggista e giornalista professionista, collabora con le principali riviste di alta divulgazione del settore storico: “Medioevo”, “BBC History” e “Storie di Guerre e Guerrieri”, “Conoscere la Storia”, “Civiltà Romana”. All'attività di relatrice in incontri, conferenze e convegni in tutta Italia affianca la curatela di mostre storico-archeologiche e di eventi storico-rievocativi. Fa parte di vari comitati scientifici e ha scritto una ventina di libri, alcuni dei quali tradotti anche all'estero.

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