La Linea Maginot: cos’era e a cosa serviva

Quando si parla delle operazioni che, nella Seconda guerra mondiale, portarono la Germania nazista a invadere la Francia, si menziona spesso la Linea Maginot. Tuttavia non è del tutto vero che, in quell’occasione, questa fallì il suo compito difensivo: in realtà quelle fortificazioni furono semplicemente ignorate quasi completamente dai tedeschi, che colpirono subito più a nord.

La Linea era nata dal dibattito seguito ai combattimenti nelle trincee della Prima guerra mondiale. Poteva ospitare fino a due milioni di uomini e garantire loro la maggiore protezione possibile. L’idea strategica era che le sue fortificazioni avrebbero reso possibile schierare un maggior numero di soldati al nord contro la prevista offensiva principale, che si immaginava avrebbe attraversato Belgio e Olanda come nel 1914.

La Linea Maginot correva per 400 km dal confine svizzero presso Basilea all’incrocio delle frontiere franco-belga-lussemburghese presso Longwy. Strutturata su due fasce parallele, aveva un’ampiezza complessiva media di 20 km. La zona più esterna era costituita da sbarramenti di reticolati e ostacoli contro l’avanzata dei carri armati: in quest’area si doveva concentrare il fuoco difensivo per impedire agli aggressori di procedere oltre.

Il nerbo vero e proprio della Maginot era costituito dalla seconda fascia, quella composta dalle strutture fortificate: forti, bunker, casematte. Le cosiddette “opere minori” distribuite lungo il percorso erano armate di mitragliatrici, mortai e pezzi anticarro. Le “opere maggiori” (108, poste a intervalli medi di 15 km) erano grandi forti composti da più blocchi collegati fra loro, difesi da potente artiglieria, che contenevano impianti di servizio come centrali elettriche, telefoniche e telegrafiche, installazioni per l’aerazione e il riscaldamento, sistemi di compressori destinati ad elevare la pressione atmosferica per evitare la penetrazione dei gas asfissianti, magazzini per le munizioni e per i viveri, forni, riserve d’acqua, cucine, alloggiamenti per la truppa e per gli ufficiali, infermerie, servizi di trasporti interni. Erano costruiti su più piani di cui la maggior parte sotterranei, collegati da gallerie e persino da piccole ferrovie.

 

Immagine via commons.wikimedia.org, autore Markus Schweiss

Guglielmo Duccoli

Nato a Milano nel 1963, giornalista pubblicista, ha diretto diversi periodici di divulgazione storica. Attualmente è Senior Editor dei bimestrali «Conoscere la Storia», «Medioevo misterioso», «Civiltà romana» e «Far West Gazette» per conto di Sprea Editori.

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