La love story segreta di Dwight “Ike” Eisenhower

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Eisenhower arrivò a Londra nel maggio del 1942. Sulle sue spalle gravava un’immensa responsabilità. Era stato nominato Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa. Spettava insomma a lui sconfiggere Hitler e salvare la democrazia e la libertà. Era ancora giovane per un simile incarico, aveva appena cinquantadue anni. E sapeva che avrebbe dovuto vivere in solitudine la sua lunga permanenza in Europa, avendo lasciato la sua famiglia, la moglie Mamie e il figlio John, negli Stati Uniti.

Appena arrivato, tra le prime misure adottate, ci fu anche quella di far sostituire i soldati addetti ai servizi di segreteria o alla guida di autovetture con delle ausiliarie appartenenti aicorpi femminili delle varie Armi. Tutti gli uomini insomma dovevano essere impiegati in combattimento. Senza saperlo, aveva impresso una svolta al suo destino.

A lui, in effetti, fu assegnata una fiammante Cadillac, con quattro stelle ben in evidenza sulla targa, e, come autista personale, la sergente Kay Summersby, una giovane donna intelligente, attraente, dal fascino discreto e felice di essere stata messa al servizio del massimo responsabile militare in Europa.

Katheleen Helen (nata MacCathy-Morrogh) “Kay” Summersby era nata nel 1908 a County Cork (Irlanda) da padre irlandese, un colonnello a riposo dei Fucilieri Reali e da madre inglese. Sposatasi nel 1936 con l’ufficiale dell’esercito britannico, Thomas Summersby, dopo il divorzio ne conservò il cognome.

Quando la Gran Bretagna entrò in guerra, non esitò, essendo vissuta in un ambiente di fervore patriottico e senso del dovere, ad arruolarsi nel Corpo Meccanizzato del Trasporto Britannico (Britsh Mechanised Transport Corps).  

Dal momento del loro primo incontro, Ike e Kay rimasero sempre insieme per il resto della guerra, ad eccezione delle settimane di congedo che Ike passava negli Usa con la sua famiglia.

Kay non fu solo l’autista di Eisenhower, ma ne divenne presto anche la segretaria particolare, l’assistente, la persona insomma che stava più tempo con lui nel corso di una giornata.

Il generale Eisenhower naturalmente, dato il suo altissimo grado, era circondato da una miriade di subalterni, collaboratori, assistenti di vario genere. Ma in fondo si sentiva solo e schiacciato dal peso delle responsabilità belliche. Le sue giornate lavorative dovevano essere molto intense e abbastanza tese: spettava a lui e solo a lui decidere su qualsiasi problema di una qualche importanza. Sopra di lui,infatti, non c’era altra autorità militare.

Durante i mesi di preparazione dello sbarco in Normandia, Kay rimase costantemente a fianco di Ike, che gradiva molto parlare con lei di argomenti non militari. Era il suo modo per distendersi e rilassarsi. A chiusura di ogni giornata lavorativa, Key lo accompagnava alla sua residenza, gli apriva la porta, gli metteva la borsa sul sofà e, dopo avergli chiesto se aveva ancora bisogno di lei, al cenno negativo, salutava militarmente e augurava al suo capo la buona notte.

In qualche occasione accadde che il timido Ike la invitasse a bere un bicchiere di whisky Chivas Regal, la sua marca preferita, per poi sedersi con lei a parlare tranquillamente del più e del meno. Con il tempo Ike e Irish (come affettuosamente la chiamava Eisenhower) divennero buoni amici. Amici che gradivano stare insieme, si ritrovavano sempre con piacere e scherzavano spesso per alleggerire la pesante atmosfera delle preoccupazioni militari del momento. Stavano insomma costruendo le premesse di una relazione che sarebbe presto andata ben al di là di un’affettuosa amicizia.

Durante un soggiorno in Algeri l’amicizia e l’affetto si trasformarono in amore, amore vero: fisico e mentale. Kay da quel momento non lascerà più Ike e lo accompagnerà in tutti i suoi spostamenti sui teatri di guerra: Africa del Nord, Italia, Francia, Germania ecc.

Erano felici. Vivevano in tempi di guerra, assaporavano la loro relazione giorno per giorno, non potevano troppo pensare al domani. Ike tuttavia non dimenticava la sua famiglia, che andava regolarmente a visitare negli USA, né voleva far soffrire sua moglie alla quale scriveva affettuose lettere, dove faceva presente di essere totalmente impegnato con le sue iniziative militari e di non avere nemmeno il tempo di soccombere a tentazioni.

La sua relazione con Kay era tenuta strettamente segreta e solo pochissime persone sapevano o sospettavano qualcosa.  

Dopo la guerra Ike rientrò negli Stati Uniti e Kay lo seguì, acquistando la cittadinanza americana e mostrando di essere intenzionata a rimanervi. Insomma il legame tra i due si era consolidato a tal punto che Ike era seriamente intenzionato a chiedere il divorzio dalla moglie e a rifarsi una nuova vita familiare con la sua “irlandese”. Alcune lettere pubblicate molti anni dopo gli eventi confermarono il progetto che Ike aveva in mente e  di cui lo stesso Presidente Truman era stato messo la corrente.

Ma la vittoria conseguita in Europa, l’accoglienza trionfale riservatagli al suo ritorno negli USA, la sua immensa popolarità, spinsero inevitabilmente Ike verso la politica. I leader del partito repubblicano lo consideravano il candidato ideale per la Presidenza, il candidato che avrebbe avuto le più grandi chance di vincere le elezioni. Aveva tutte le qualità che potevano piacere al cittadino americano medio (militare vittorioso e coraggioso, difensore dei valori americani, vicino alle masse, popolare, rispettato all’estero ecc.). Ma…c’era un ma. Non poteva pensare di divorziare!

Una simile circostanza gli avrebbe tarpato le ali del successo e avrebbe annientato le sue ambizioni politiche. I repubblicani, nel caso avesse insistito nel suo progetto, non lo avrebbero più candidato.

Lo stesso Ike del resto capì che la sua carriera politica non avrebbe avuto prospettive in una società ancora conservatrice e legata all’immagine tradizionale della famiglia che doveva (e deve tuttora) riflettere ogni candidato alla presidenza. Immancabilmente circondato dalla moglie legittima e dai figli, una famiglia cioè che diventa in qualche modo una componente essenziale della sua campagna elettorale e mediatica. Un candidato divorziato non avrebbe fatto una buona impressione sugli elettori.

Eisenhower insomma doveva scegliere: o la candidatura (con ottime possibilità di vittoria) o continuare la love story con Kay!

La sua ambizione politica finì per avere il sopravvento sul suo amore per la bella irlandese.

Prese così la sofferta decisione di abbandonare l’idea del divorzio, pregando la povera Kay di farsi da parte e riprendendo il suo posto accanto alla moglie e al figlio.  

Kay non fece storie, capì benissimo la situazione, sapeva che non poteva chiedere al suo Ike di rinunciare di accedere alla carica suprema e scomparve dalla sua vita, creandosi una nuova famiglia negli USA. Insomma i due non si videro più. La loro storia si era nutrita della particolare atmosfera che si respirava in tempo di guerra, quando non si osava troppo pensare al futuro e si afferrava piuttosto ciò che offriva il presente, e si era dissolta con la pace, con il ritorno cioè alla società civile, con tutti i suoi obblighi sociali, regole politiche, precetti morali.

Il sacrificio di Ike comunque fu ricompensato. Nel 1952 divenne il 34° Presidente degli Stati Uniti, rieletto per un secondo mandato nel 1956.

Nel 1948 Kay scrisse un libro di memorie per raccontare la sua straordinaria esperienza di assistente personale del Comandante Supremo in Europa, senza però fare alcuna menzione o velato riferimento al suo legame sentimentale con Ike (“Ike was my boss”). Un libro pieno di elogi e giudizi positivi per il vittorioso generale descritto come una persona seria e responsabile, poco incline ai colpi di testa e che giocava a golf durante il poco tempo libero che gli rimaneva. Un uomo che nascondeva una grande sensibilità.  Un grande uomo, un uomo senza difetti. Una lettera d’amore nascosta.

Kay Summersby morì nel 1975, a 67 anni, portandosi nella tomba il suo segreto.

Tuttavia un suo scritto inopinatamente reso pubblico postumo e che non era destinato alla pubblicazione, svelerà il segreto fino a quel momento così abilmente mantenuto  (Past forgetting:My love affair with Dwight Eisenhower”. Dimenticando il passato; la mia storia d’amore con Dwight Eisenhower).

Da quel momento fiorirono sulla stampa diverse “interpretazioni” della storia tra IKe e Kay, tra coloro cioè che la consideravano assolutamente autentica e coloro che invece cercavano di sminuirne la potata sentimentale e soprattutto sensuale, puntando sul concetto dell’”affettuosa amicizia”, con argomenti per la verità che non stavano troppo in piedi e che  miravano con tutta evidenza a preservare l’immagine del Presidente…

Kay Summersby in definitiva non fece nulla che potesse nuocere alla carriera politica di Ike, carriera che effettivamente per un certo periodo ebbe tra le proprie mani. Mai però cercò di approfittarne, né creando difficoltà a Ike al momento della rottura né pubblicando sensazionali memoriali dopo...  Furono altri a svelare il suo segreto, dopo la sua morte, per basse finalità commerciali. Kay amava sinceramente Ike e desiderava solo il suo bene!

In realtà fu lei, tra i due, a fare il più grande sacrificio.

 

 

 

 

 

(Immagine di sfondo: Sicilia, 8 settembre 1943. Il Comandante in Capo Alleato Dwight Eisenhower stringe la mano al Generale Castellano, in borghese, dopo aver siglato l’Armistizio “corto”).

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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