La politica al tempo di Cristo: chi erano i Farisei e gli altri gruppi

I loro nomi si sentono nominare spesso nei testi che vengono letti durante le messe domenicali. Sono i nomi dei gruppi che vivevano in Palestina al tempo di Gesù Cristo. Eppure raramente ne viene spiegato il significato. Che, pure, è  fondamentale per capire, oggi, la situazione politica e geopolitica che si viveva allora e in quei luoghi. Questi, soggetti al controllo dell’Impero Romano, vedevano, infatti, un tessuto sociale suddiviso in diverse realtà, pur se afferenti a una comune radice religiosa.

Nell’atmosfera abbastanza esplosiva della Palestina di quel I secolo, con focolai di ribellione a Roma, non mancano infatti le sette, le comunità e le correnti politiche. Vi erano gli Zeloti, la “quarta filosofia” come vennero chiamati da Flavio Giuseppe, e ad essi si affiancano Farisei, Sadducei ed Esseni (con cui pare che Gesù abbia avuto a che fare); seguono poi gruppi sociali come i Samaritani e gli Erodiani.

La politica al tempo di Cristo: i Farisei

I Farisei nella vicenda dei vangeli sono noti per essere i maggiori responsabili della crocifissione di Cristo. Non sappiamo molto delle loro origini, pare comunque che il gruppo possa essere nato negli anni che hanno preceduto la rivolta dei Maccabei. Il loro primo nome è Asidei, che vuol dire “pii”. Sono un gruppo così ardente e nazionalista che resistette anche a Tito. Conoscono a memoria i libri di Mosè e la Legge, hanno molti tabù incomprensibili: poche le cose lecite, tanti i divieti da rispettare per entrare nel Regno dei Cieli. Studiano, spiegano, compulsano i rotoli dei testi sacri e col tempo si trasformano in una vera e propria setta che non tollera discussioni e dubbi sulla fede.

Per loro riformare lo Stato è andare contro Dio, non apprezzano idee e culture straniere, si arroccano su un passato per loro ormai mitico. Generalmente sono laici e di qualsiasi classe sociale, ma non è detto che vi possano aderire anche sacerdoti. Per loro è fondamentale osservare il sabato, la purezza legale, il pagamento delle decime. Credono all’anima immortale, al giudizio dopo la morte, alla resurrezione e all’esistenza degli angeli. Attendono il Messia.

I“Salmi” di Salomone, scritti attorno al 40 a.C., mostrano come i Farisei non ritengano l’osservanza
della Legge mosaica come un baluardo attorno al quale difendere Israele contro i nemici, né credono nella gerarchia politica secolarizzata che dovrebbe portare il Paese alla libertà contro ogni oppressione: niente di tutto questo.
Invece il Messia in quanto capo politico, verrà in Israele per intervento di Dio, e il 17esimo Salmo descrive anche il programma: conquisterà i pagani, libererà il Paese da essi.

La politica al tempo di Cristo: gli Zeloti

Quando, nel 4 a.C., Quirino indice il censimento per conto di Augusto, le idee radicali inaugurate dai Farisei tornano a serpeggiare e la Galilea va in tumulto. Ecco appunto che Giuda Gamaliele e un fariseo di nome Sadok organizzano un vero e proprio movimento di opinione in grado di  fare in brevissimo tempo nuovi adepti. Sono gli Zeloti (per il loro zelo verso Dio): dalla protesta alla ribellione il passo è breve tanto che la scuola di Giuda infiamma rapidamente il territorio. Il pensiero del movimento (o partito, se vogliamo usare termini moderni) di Giuda il Galileo, è molto semplice e chiaro: nessuno può essere chiamato padrone, perché è titolo di Dio; la libertà vale più della vita.

Questa setta impregnata di messianismo diventa il primo segno concreto di rivolta contro i Romani. E se la libertà vale più della vita, vuol dire che ogni mezzo contro l’invasore sarà lecito. Non siamo lontani dalle idee dei kamikaze, se ci si fa caso: e Roma reagisce con tutta la sua forza, schiacciandoli con le armi.

Li ritroveremo attivi anche in seguito: Giuda, definito il “quarto filosofo” ebraico, con la sua scuola porterà alla guerra del 66 contro i Romani, la Prima Guerra Giudaica che vedrà il sacco di Gerusalemme e la diaspora del 70 d.C.

La politica al tempo di Cristo: i Samaritani

I Samaritani sono abitanti della regione chiamata Samaria e credono nello stesso Dio dei Giudei, pur rifiutandosi di adorarlo nel Tempio di Gerusalemme: lo adorano, piuttosto, sul monte di Garizim. E disprezzano e odiano i Giudei. Disprezzo ampiamente ricambiato. Così ricambiato che ora si capisce il senso davvero sconvolgente della parabola del buon samaritano narrata dal galileo Gesù…

La politica al tempo di Cristo: gli Erodiani

Sono i nostalgici di Erode. La loro presenza, ovviamente, è concentrata attorno a Gerusalemme e, soprattutto, presuppone una fedeltà al sovrano idumeo (seppur defunto) che si spinge all’essere completamente filo-romani. L’idea è quella di essere contigui all’occupante per risparmiare ulteriori danni a Israele o l’inasprirsi dei rapporti tra Roma e Gerusalemme. Naturalmente sono i più odiati da tutti gli altri ebrei di Palestina. E infine ci sono i pagani, che sono al seguito dell’esercito romano. Vengono da ogni parte dell’Impero e sono politeisti.

La politica al tempo di Cristo: i Sadducei

Prendono nome da Zadok, un sacerdote. Sono più tolleranti dei Farisei e sono anche di minore entità. In realtà sono indifferenti rispetto agli altri, essendo Ebrei istruiti che hanno visto il mondo avendo viaggiato e conoscendo anche le dottrine greche. Riconoscono l’esistenza di un unico Dio, ma pensano che Egli non s’interessi molto delle vicende umane a differenza di quello che pensano i Farisei.

Credono che sia bene vivere in modo nobile e coraggioso, non hanno rimpianti per il passato ed anzi ampia apertura al futuro. Nel corso degli anni si dedicano alla politica e vedranno nelle idee professate da Cristo una minaccia all’ordine costituito: da qui l’alleanza con i Farisei per mandare a morte Gesù. È da notare che tra il 6 e il 70 d.C. tutti i sommi sacerdoti sono stati Sadducei. Si attengono alla Torah scrupolosamente ma non attendono il Messia né il Regno di Dio.

La politica al tempo di Cristo: gli Esseni

Sul loro conto molto si è detto, specie dopo il ritrovamento, nel 1947 dei rotoli di Qumram sul Mar Morto. Gli Esseni si ritirano lontani dai conflitti, vivendo in serenità nel deserto e in piccole colonie. Tra loro non esiste proprietà privata, essendo tutto di tutti salvo letti, stoviglie, vestiti. Osservano la castità.

Ogni giorno lavorano a turno nei campi da cui traggono sostentamento, mentre per il resto della giornata consultano le Sacre Scritture le studiano. Sono molto pochi in ragione della vita molto spartana e sacrificata che essi conducono. Si è ipotizzato che Gesù Cristo fosse uno di loro.

Mario Sprea

Mario Sprea

Giornalista professionista, direttore di diverse testate settimanali e mensili, autore di numerosi libri di narrativa, studioso e ricercatore di Storia delle religioni, esperto di divulgazione storica, responsabile di numerose riviste di Storia.

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