La Terni “alata”: dal SIAI S.50 del ’27 alla Divisione “Nembo” di Sangemini

Nei primi anni del ‘900 alle Officine Bosco si producono hangar per dirigibili, strutture che finiscono in Libia nel 1911 per alloggiare le aeronavi usate per ricognizione e bombardamento delle postazioni ottomane. L’aereo si imporrà in breve tempo sui palloni aerostatici poiché più veloce e più manovrabile. Ecco, allora, che anche nel ternano nascono aziende specializzate nel ramo velivoli, tradizione industriale che dura ancora oggi.

Il SIAI S.50 MVT del 1927, caccia monoposto completamente in metallo, porta il nome della città (Marchetti-Vickers-Terni) mentre i rari documenti dell’aeroporto di Castel Giorgio (TR) sono tuttora gelosamente conservati dagli Archivi nazionali poiché uniche testimonianze di un prestigioso progetto architettonico cancellato dalle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale.

A San Gemini, invece, nel 1944 è distaccata una caserma della Divisione paracadutisti dell’Aeronautica “Nembo”.

Fra gli aviatori ternani il Colonnello Alvaro Leonardi del Corpo Aeronautico Italiano (’15-’18) al quale è intitolata l’Aviosuperficie e che è ricordato nel volume dello storico di Trevi Alessandro Cornacchini, “A la Chasse!” (Ed. Rivista Aeronautica, Roma, 2017). Nel 1979, il primo comandante del neonato 15° Stormo Search and Rescue dell’Aeronautica Militare è il ternano Gian Paolo Chiappini.

Ai nostri giorni è doveroso ricordare l’impegno e la professionalità dei ricercatori del Polo ingegneristico di Terni dell’Università di Perugia coordinati dalla professoressa Bruna Bertucci per i test di resistenza sulle  apparecchiature destinate alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e per il contributo dato alla realizzazione del dispositivo per lo studio dell’Antimateria inviato in orbita nel 2011.

Redazione Conoscere La Storia

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