L’assedio nel Medioevo: come avveniva, come si resisteva e quando terminava

Quello dell’assedio è certamente uno dei momenti che più colpiscono la fantasia quando si pensa alle battaglie medioevali. Organizzare un assedio era un’operazione lunga, costosa e faticosa. Chi attaccava doveva disporsi sotto le mura, costruire le macchine necessarie, garantirsi gli approvvigionamenti e la disciplina delle truppe e dimostrare grande pazienza. Chi subiva l’attacco doveva invece fronteggiare la paura, la fame, la sete e lo sconforto. Da ambo le parti si registravano tentativi di diserzione e tradimento, e l’imprevisto era sempre in agguato. Ma quali erano le fasi di un’assedio?

L’assedio nel Medioevo: lo schieramento, le macchine, i rinforzi

Innanzitutto, dopo aver circondato il nemico, gli assedianti si preparano allestendo il campo, schierando le truppe ed erigendo fortificazioni. In seguito vengono costruite le macchined’assedio (torri, trabucchi, mangani,ecc.) e portate in posizione ottimale per essere utilizzate. Gli assedianti si premurano inoltre di garantirsi i rifornimenti per truppe e animali, via terra o, in caso di attacchi a città costiere, via mare.

L’assedio nel Medioevo: il taglio dei viveri, il momento drammatico della resistenza, l’attacco

A questo punto, gli assedianti cercano di impedire al nemico l’approvvigionamento,devastando i campi e deviando i corsi d’acqua. Nel frattempo, all’interno delle mura ci si prepara a resistere consumando il meno possibile, facendo uscire le bocche da sfamare inutili e pregando. Nello stesso momento parte l’attacco nemico: mentre le mura sono bersagliate dai proiettili, gli assedianti scavano tunnel sotterranei (mine) per indebolire le mura.

L’assedio nel Medioevo: le torri mobili, gli inganni degli assediati, le frecce incendiarie

Da parte degli assedianti vengono poi avvicinate le torri mobili, in legno: più alte delle mura, devono consentire di sorpassare eventuali fossati e ostacoli. Gli assediati, per scoraggiare i nemici, cercano di far credere di avere scorte abbondanti, esibendo dalle mura granaglie o animali ben pasciuti. Gli attaccanti scagliano frecce e proiettili incendiari, sperando di terrorizzare gli assediati, le cui case sono per lo più di legno.

L’assedio nel Medioevo: le “bombe” pestilenziali, l’esecuzione degli ostaggi, la conclusione

A questo punto si lanciano dentro le mura barili colmi di sterco e urina, “bombe” batteriologiche di feci, pesce marcio e cadaveri in putrefazione. Sempre a scopo intimidatorio, si può procedere all’uccisione plateale degli ostaggi, ovviamente proprio davanti alle mura. L’assedio termina con il cedimento di uno dei due contendenti. Gli assedianti o levano l’assedio oppure distruggono la città vinta.

 

Michela Lampronti

Classe 1992, Laureata in Scienze dei Beni culturali con indirizzo storico-artistico e archeologico, Laurea magistrale in Storia e Critica dell’Arte, presso l'Università degli Studi di Milano, è specializzata in Storia dell’Arte Antica. Esperta in comunicazione e valorizzazione culturale, è attualmente traduttrice ed Editor professionista.

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