Le Crociate: una scuola di guerra per gli europei

Molti professionisti della guerra del Medioevo trassero importanti lezioni di tattica dalle sconfitte subite per mano delle armate musulmane in Terrasanta. Più elastiche e mobili, queste sapevano approfittare di ogni minimo errore e di ogni difetto delle armate europee con il sistematico impiego di stratagemmi per lo meno inusuali, se non del tutto sconosciuti. Tornando in Occidente, i guerrieri medievali non sempre fecero tesoro di quanto imparato, e non solo per la difficoltà che all’epoca si aveva nella trasmissione delle conoscenze, ma anche perché alcune tattiche si adattavano in realtà solo allo scenario originario.

Il contributo delle Crociate all’evoluzione dell’arte occidentale della guerra fu però molto significativo. Le Crociate in sé furono una prova durissima per il sistema militare feudale: eserciti abituati a combattere per brevi periodi di tempo – settimane, al massimo pochi mesi –dovevano affrontare un viaggio e una campagna che li avrebbe tenuti lontani dai loro feudi e dai loro interessi per almeno un anno. Il territorio era sconosciuto e presentava caratteristiche climatiche pesantissime e assolutamente estranee alle popolazioni europee; la necessità di un comando unificato che dirigesse le operazioni era resa praticamente impossibile dalla stessa natura dell’organizzazione feudale; i problemi logistici erano immensi, sia per quanto riguardava le campagne sul terreno sia per i collegamenti con la madrepatria. Nonostante questo enorme carico di circostanze negative, le Crociate ebbero luogo e l’Europa maturò nel suo complesso un’attitudine alla soluzione di problemi che a prima vista sembrano insuperabili e costruì un sistema militare più organizzato, in particolare a opera degli ordini religiosi e militari: come per esempio fece l’ordine dei Templari con i suoi Statuti.

Anche l’Islam, però, aveva una lezione da imparare dall’Occidente, e fu forse strategicamente altrettanto importante: senza il vantaggio schiacciante delle flotte cristiane (in larga parte italiane), le Crociate sarebbero finite ancora prima di cominciare. E gli ottomani fecero della flotta un punto di forza per la loro espansione imperiale.

Nicola Zotti

Nicola Zotti

Nicola Zotti, classe 1957, dopo aver insegnato a livello accademico Storia dell'Arte Militare e Analisi strategica si è dedicato alla loro divulgazione tramite il sito internet www.warfare.it, il gruppo Facebook "Warfare - Storia militare e cultura strategica", che conta ormai 4.000 partecipanti, e soprattutto grazie agli articoli scritti collaborando tra l'altro con Repubblica, Il Riformista, Civiltà, e, attualmente, con le riviste storiche della Sprea Editori.

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