Le due “Carlotto”: il “San Marco” della Marina fra Brindisi e Tientsin

Tientsin (oggi Tianjin). La ex Caserma “Carlotto” della Regia Marina. Fonte: Twitter

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, il Reggimento Fanti di Marina “San Marco” è una unità storica, che trae le sue origini dai Fanti del Mar della Repubblica di Venezia.

Alla fine dell’Ottocento, inquadrato nella Regia Marina, ha partecipato alle operazioni militari in Cina, fra le prime attività internazionali condotte dal neonato Regno d’Italia. Allora si trattava di reprimere la rivolta dei Boxer, fazione cinese che contestava duramente le ingerenze straniere sulla Cina.

Scoppiata nel 1899, la rivolta si spense un anno più tardi grazie all’intervento di una lega di otto nazioni, fra cui l’Italia, interessate a mantenere la propria presenza commerciale in estremo oriente.

Fra i risultati di quella vittoria, la concessione da parte cinese di piccoli scali lungo le sue coste, le cosiddette “concessioni”.

Anche l’Italia ebbe una sua concessione, a Tientsin, difesa dagli uomini del battaglione “San Marco”, reparto che si era distinto nel corso della rivolta e che, fra i caduti, annoverava il giovane ufficiale Ermanno Carlotto cui fu intitolata la caserma del battaglione in Estremo oriente.

Gli Italiani di Tientsin seguirono (e subirono) l’evolversi della politica estera mondiale fino al 1943, anno in cui l’Italia firmò l’Armistizio con gli Alleati, convinta di uscire così dalla guerra. Un’uscita che ebbe, come noto, le sue complicazioni tanto in Italia quanto all’estero.

Tientsin era allora base sia commerciale sia militare, scalo per i sommergibili oceanici italiani. Ai seicento marinai e fucilieri di Marina lì schierati i giapponesi, ormai ex alleati, chiesero di continuare a combattere al fianco di Tokyo e di Berlino.

Centocinquanta di loro accettarono, gli altri furono internati nei campi giapponesi. Molti morirono per le durissime condizioni di vita, nelle mani di un nemico che non riconosceva ai prigionieri alcun diritto.

Storie dimenticate. Non per i marò (ma chiamateli fucilieri!): ad Ermanno Carlotto fu intitolata anche la Caserma di San Vito dei Normanni che oggi ospita il Reggimento Fanteria di Marina. Dopo un lungo periodo trascorso nei locali, storici, del Castello normanno di Brindisi, il reggimento fu trasferito nel grande compound che, come a Tientsin, rende onore ai nomi di Caduti e ad un capitolo di Storia poco noti (purtroppo) ai più!

 

 

 

 

 

 

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(Immagine di sfondo: cartolina del 1939. Fonte: qui)

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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