“Operazione Barbarossa”. Domenico Vecchioni racconta Sorge, la spia che cercò di avvisare l’Urss dell’attacco tedesco

Elaborazione grafica di una battaglia fra sovietici e tedeschi. Di Елена Сатикеева da Pixabay

Tedesco, comunista, giornalista, animato da un’incrollabile fede nel marxismo-leninismo, Richard Sorge fornì a Stalin i due segreti più custoditi della Seconda guerra mondiale: la data dell’inaspettata invasione dell’URSS da parte delle truppe naziste (22 giugno 1941) e la conferma che il Giappone, benché membro del Tripartito (l’Asse Roma-Berlino-Tokyo), non avrebbe attaccato l’Unione Sovietica, come si paventava.

Tokyo aveva in effetti deciso per l”opzione Sud”, colpire cioè la Gran Bretagna e la Francia nelle loro colonie orientali. La prima volta, però, non fu creduto e l’URSS rischiò di sprofondare. La seconda, invece, fu creduto e la Storia seguì un altro corso. 

Ma come arrivò Sorge a tanta efficienza operativa? 

Reclutato quale agente del Komintern (l’Internazionale Comunista) nel 1924, la spia tedesca passò, dopo le prime esperienze operative, al servizio dello spionaggio militare sovietico (il IV Bureau dell’Armata Rossa, il famoso GRU).

Notato per la sua preparazione culturale, la sua totale disponibilità, la sua eccezionale professionalità, Richard Sorge fu inviato, nel novembre 1929, per una delicata missione di intelligence in Cina, dove infuriava la lotta tra il nazionalista Chang-Kai-Shek e il ribelle comunista Mao-Tse-Tung.

Portato a termine con successo il difficile incarico, si schiuse per Sorge – nome in codice più usato Ramsay – un nuovo teatro operativo: il Giappone.

Qui la “spia di Stalin” realizzò veri e propri exploit operativi, dimostrando incredibili potenzialità. Da un parte, fu protagonista di una penetrazione senza precedenti nel mondo dello spionaggio all’interno dell’ambasciata nazista a Tokyo, diventando grande amico dell’Ambasciatore, Eugen Ott,  e con l’occasione (tutto è utile per la causa!) amante dell’Ambasciatrice.

La temibile spia sovietica venne persino nominata addetto stampa dell’Ambasciata tedesca. Così tutte le mattine l’agente di Stalin visionava insieme all’Ambasciatore, che ne apprezzava moltissimo i consigli, tutti i messaggi segreti arrivati da Berlino la sera prima.

Josip Stalin

Dall’altra, organizzò una rete di qualificati agenti locali, riuscendo a piazzare sue antenne negli ambienti più significativi della dirigenza politica e militare giapponese. 

Fu così in grado di informare Stalin (già diverse settimane prima) dell’imminente invasione nazista visionando appunto i messaggi inviati da Berlino per l’Ambasciatore Ott.

Ma, per incredibile che possa sembrare, non fu creduto dal dittatore sovietico alle prese con una molteplicità di fonti informative e sempre convinto che il patto scellerato con Hitler avrebbe retto ancora per qualche anno. Gli fu risposto che quella sua informazione non era “credibile”.

Un accecamento che causerà danni incommensurabili all’Unione Sovietica! 

Fu invece creduto quando anticipò la seconda notizia capitale, captata dalle sue efficientissime antenne giapponesi. Il Giappone, aveva scelto definitivamente “l’opzione Sud” e di conseguenza non avrebbe attaccato l’URSS in Siberia. 

Stalin questa volta non aveva più niente da perdere, i tedeschi erano alle porte di Mosca, era sul punto di perdere la guerra, fu in qualche modo “costretto” a credere al suo agente. Sulla base quindi delle informazioni da lui fornite, fece spostare sul fronte occidentale gran parte delle truppe stanziate in Siberia per contrastare la temuta invasione giapponese.

Fu così possibile fermare la valanga nazista. Hitler a quel momento aveva virtualmente perso la guerra! La magnifica spia poteva vantarsi di aver contribuito a salvare la “patria dei lavoratori”, la sua patria.

Ma il 7 novembre 1944, mentre a Mosca si celebrava con particolare slancio patriottico l’anniversario della Rivoluzione dopo lo scampato pericolo dell’invasione nazista, a Tokyo Richard Sorge, la “spia di Stalin”, l’agente segreto che tanto aveva contribuito alla salvezza dell’URSS, tradito dagli anelli più deboli della sua rete, veniva scoperto e giustiziato.

Solo, abbandonato dai suoi superiori che lo avevano disconosciuto, maledetto dalle sue vittime, rinnegato dai suoi “amici” tedeschi, ignorato dai suoi “compatrioti” sovietici.

La sua esecuzione, in effetti, passò del tutto inosservata nel paese al quale aveva dedicato la propria esistenza, sacrificando tutto, compresa la vita. Perché? Di Sorge in Unione Sovietica insomma non si doveva assolutamente parlare.

Occorrerà in effetti attendere, il XX congresso del partito comunista sovietico del 1956, la destalinizzazione, il disgelo del 1964 affinché i cittadini sovietici potessero finalmente prendere conoscenza delle gesta di Richard Sorge, dichiarato a titolo postumo Eroe dell’Unione Sovietica.

Improvvisamente la stampa sovietica scoprì la grande spia. Studi e reportages resero omaggio al suo contributo alla vittoria.

In un articolo del 4 settembre 1964 la Pravda scriveva :

” Numerose circostanze impedirono che si dicesse prima tutta la verità sulle imprese immortali della agente di Intelligence Richard Sorge e dei suoi compagni. L’ora è venuta di parlare dell’uomo il cui nome sarà per le generazioni future un simbolo di dedizione alla grande causa della lotta per la pace, un simbolo di coraggio e di eroismo”.

Richard Sorge (Fonte: Web)

Ma perché passò tanto tempo, perché intercorsero vent’anni prima che il nome Richard Sorge venisse menzionato nella patria del lavoratori?

In realtà le “numerose circostanze” citate dalla Pravda erano state solo le esitazioni di Stalin, il quale non aveva preso sul serio le notizie fornite dal suo agente sull’imminente attacco tedesco, aveva respinto i piani strategici dell’alto comando e aveva dimostrato scarsa fiducia nell’operato del servizio segreto militare.

Un vero e proprio annebbiamento politico-militare che aveva causato immani perdite e danni inestimabili al paese. Un annebbiamento che si era voluto accanitamente nascondere fino a quando le mutate circostanze, la morte dello stesso Stalin, la successiva destalinizzazione, il nuovo contesto politico non permisero di riesumare la figura di Richard Sorge e dietro di lui quella dei suoi diretti superiori, scomparsi durante il periodo delle grandi purghe. Singolare destino insomma quello di Richard Sorge. Da grande spia sovietica, sconfessata però da Stalin, a “Eroe dell’Unione Sovietica” in funzione precisamente antistalinista!  

 

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Leggi anche: Domenico Vecchioni, Segreti, misteri e storie insolite della seconda guerra mondiale, editore RusconiLibri

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(Immagine di sfondo: elaborazione grafica di una battaglia fra sovietici e tedeschi. Di Елена Сатикеева da Pixabay)

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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