Le tecniche del controllo della mente: che cos’è il progetto M-K Ultra

Il controllo della mente (Mind Control) è stato senza dubbio uno dei sogni (o incubi) più antichi dell’uomo, un fantasma che ha ossessionato scienziati e ricercatori di diverse epoche, affascinati e terrorizzati allo stesso tempo dagli imprevedibili scenari suscettibili di scaturire dalla manipolazione della personalità umana. Controllo della mente spesso visto come un formidabile strumento di potere e un subdolo dispositivo di Intelligence, per la cui realizzazione lavorarono anche scienziati nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Negli anni Cinquanta, contesto di guerra fredda che assumeva toni sempre più aspri, la CIA si preoccupò di creare in Europa un solido bastione contro il comunismo. La radicalizzazione del sentimento anticomunista, il tradimento delle spie atomiche, “la caccia alle streghe” del senatore Joseph McCarthy, servirono d’altra parte da pretesto alla CIA per ampliare surrettiziamente le proprie competenze ed effettuare numerose azioni illegali.

Inoltre le tecniche del lavaggio del cervello sperimentate nei paesi comunisti (Corea del Nord, Cina, Unione Sovietica), di cui furono vittime anche prigionieri americani, fornirono motivazioni supplementari alla neonata agenzia di intelligence per avviare in qualche modo programmi similari, di sedicente autodifesa, per influenzare e controllare la mente umana nella prospettiva di creare agenti segreti perfetti, programmati cioè per specifiche missioni, per far parlare senza alcuna possibilità di resistenza gli agenti nemici catturati, per ampliare le capacità mentali degli individui, per creare gli schiavi moderni senza memoria né sentimenti.

Nacque così uno dei programmi della CIA più segreti e più contestati quando fu conosciuto, un programma perfettamente illegale e ai limiti della fantascienza, con la prospettiva ultima di arrivare a controllare mentalmente intere divisioni nemiche e la stessa popolazione civile… Era il progetto M-K Ultra, una operazione che rifletteva, in realtà, la follia di chi l’aveva immaginata. Diretto dal dottor Sydney Gottlieb (biochimico e agente della CIA), dotato di ingenti mezzi finanziari (il 6% dell’intero stanziamento dell’Agenzia), il progetto si proponeva di sperimentare diecine di metodi per influenzare e controllare la psiche. Dall’uso di sostanze che provocano ragionamenti illogici e impulsivi al punto da discreditare in pubblico il soggetto “trattato”, a quelle che rafforzano le capacità dell’individuo a sopportare privazioni, torture e coercizioni durante un interrogatorio o sedute di lavaggio del cervello. Da elementi chimici che creano una confusione mentale tale che un individuo non sarà in grado, durante un interrogatorio, di sostenere una verità “fabbricata”, a sostanze che producono i segni e i sintomi di una malattia “reversibile”, potendo cioè essere utilizzati per simularla. Da sostanze, iniettate in quantità impercettibile, che riducono l’ambizione e l’efficienza dell’uomo, a pillole, facili da somministrare surrettiziamente nel cibo o nelle bevande, che causano un’amnesia massima e temporanea e destinate ad agenti incaricati di specifiche missioni, programmati insomma ad hoc in un contesto mentale di assoluto vuoto di memoria. Un vero campionario di mostruosità chimiche e mediche.

Le tecniche del controllo della mente: il progetto Monarch

Con gli ingenti stanziamenti di cui disponeva, M-K Ultra avviò inoltre una serie di sotto-progetti specifici, come il “119”, che pretendeva realizzare una rivisitazione dello sviluppo scientifico in materia di interpretazione dei segnali bioelettrici dell’organismo umano e l’attivazione del “comportamento a distanza”. Cinque erano i settori presi di mira: sensori bioelettrici, registrazione, analisi, standardizzazione dei dati e tecniche di attivazione dell’organismo umano attraverso mezzi elettronici a distanza. Da citare anche il sotto-progetto Monarch, che tendeva al controllo mentale del soggetto attraverso la “dissociazione” psichica provocata da un fortissimo trauma. Con il cervello così indebolito, con l’acquisizione di più personalità, il soggetto sarebbe stato quindi modellato ed educato per far emergere la personalità ritenuta più utile per determinate situazioni.

Come spesso succede negli Stati Uniti, i segreti di Stato finiscono per venire alla superficie grazie all’eccellente giornalismo investigativo praticato da importanti testate del paese. Nel 1974, in effetti, sarà il New York Times a rivelare che la CIA tra gli anni ‘50 e ‘60 aveva condotto attività illegali sul suolo americano, tra cui sperimentazioni su cittadini americani. Sulla scia delle informazioni fornite dal giornale e della comprensibile emozione che suscitarono nell’opinione pubblica, furono istituite due Commissioni d’inchiesta, una del Congresso (Commissione Church), l’altra del presidente (Commissione Rockefeller).

Nell’estate del 1975 la Commissione Rockefeller rivelò al pubblico che effettivamente il Dipartimento della Difesa e la CIA avevano realizzato esperimenti su soggetti umani, con o senza il loro assenso, nel quadro di un programma teso a influenzare il comportamento di soggetti umani attraverso l’utilizzazione di psicotropi e altri mezzi (psicologici, chimici, fisici ed elettrici).
Il senatore Edward Kennedy, davanti al Comitato Intelligence del Senato, dichiarò pubblicamente il 3 agosto 1977:
Il direttore aggiunto della CIA ha rivelato che più di 30 università e istituti avevano partecipato a un vasto progetto di test e sperimentazioni che comprendevano test di medicine su soggetti non volontari di tutte le categorie sociali, alte e basse, americani e stranieri. Molti di questi test consistevano nel somministrare LSD a individui ignari in diverse situazioni sociali. Almeno un decesso fu registrato: quello del dr Olson fu dovuto a queste attività. L’Agenzia stessa ha riconosciuto che questi esperimenti non avevano valore scientifico. Gli agenti che dovevano seguire le reazioni nei soggetti trattati non erano osservatori scientifici competenti”.

Si può dunque ora affermare che tutto sia stato chiarito sull’infernale progetto M-K Ultra e sui danni prodotti nelle persone che ne sono state vittime? C’è da dubitarne, visto che già nel 1972 il Direttore della CIA, Richard Helms, aveva opportunamente ordinato la distruzione degli archivi relativi al satanico progetto, che peraltro risultò ufficialmente chiuso solo nel 1988!
Tuttavia la scoperta del programma M-K Ultra un risultato positivo lo ebbe: fece cioè emergere prepotentemente l’esigenza del controllo parlamentare sulle attività delle agenzie di intelligence, compresa la CIA, che fino a quel momento aveva agito indisturbata, considerata come entità governativa autonoma facente capo solo al presidente. Con l’occasione fu anche chiaramente riaffermato il principio secondo il quale la CIA non può svolgere attività all’interno del territorio nazionale, la cui sicurezza è affidata all’FBI, che, tra gli altri compiti, ha anche quello del controspionaggio interno.

Le tecniche del controllo della mente: i microchip sottocutanei. L’ultima frontiera

Seppellito il programma M-K Ultra, la CIA ha dunque definitivamente rinunciato al miraggio del controllo mentale? Sembrerebbe proprio di no. L’ingegnere Carl. W Sanders, pioniere dei microchip sottocutanei, inizialmente immaginati per soli scopi medici e scientifici, non si è stancato di mettere in guardia contro il possibile uso di questi minuscoli apparati, dotati di un circuito termo-elettrico e di una micro batteria al litio, ai fini di controllo comportamentale. In effetti la micro-struttura ha la facoltà di immagazzinare (e restituire) informazioni che potrebbero includere tutti i dati personali del individuo. La “restituzione” di questi dati avverrebbe tramite uno speciale scanner che analizza ed elabora i dati contenuti nel chip. Secondo Sanders, una volta installato il microchip (poco più grande di un chicco di riso), il cambiamento delle sue frequenze potrebbe avere effetti diretti sul comportamento dell’individuo. Frequenze che potrebbero essere opportunamente “gestite”… Uno straordinario strumento in mano all’intelligence e ai militari…

Insomma da M-K Ultra ai microchip sottocutanei: la ricerca del controllo mentale continua.

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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