Niccolò Nicchiarelli, il Generale fascista che salvò l’Arma dei Carabinieri

E’ stato davvero necessario costituire la Guardia Nazionale Repubblicana? Più che necessario fu una conseguenza dell’Armistizio dell’8 settembre 1943. L’Arma dei Carabinieri, considerata dai vertici della RSI e dai tedeschi troppo filo-monarchica, non poteva infatti più espletare da sola i compiti di polizia, civile e militare.

A Renato Ricci fu dunque affidato il compito di creare la GNR, reparto di gendarmeria attivo sin dalla fine del 1943. E non sempre amato dalla popolazione. Sarà proprio la Guardia Repubblicana, infatti, a prendere parte ad operazioni di contro-guerriglia, colpendo sia il movimento di resistenza sia quei civili sospettati di connivenza coi partigiani. E anche contro coloro i quali si sottraevano all’arruolamento nell’Esercito Nazionale Repubblicano.

Fondata con personale della disciolta MVSN (Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale) e dell’Arma dei Carabinieri, fu concorrente di quest’ultima nel controllo del territorio. I Reali Carabinieri restavano infatti un’autorità nei grandi centri urbani e piccoli paesi. E, per anche per questo, sovente colpiti dai tedeschi diffidenti e dai quei partigiani che non si riconoscevano più nei colori dei Savoia.

Ma per la sua storia, per la disciplina e per il senso dell’onore che da sempre ne hanno unito i militari, nell’Italia devastata dalla guerra mondiale (e dal conflitto civile) l’Arma era una Istituzione troppo importante per rischiare di perderla. E tra i vertici della GNR c’è chi, come il Generale Niccolò Nicchiarelli, che fa di tutto affinché l’Arma sopravviva.

Vice comandante della Guardia Repubblicana dall’estate ’44, Nicchiarelli comprende la GNR ha una componente troppo eterogenea e troppo “vivace” per i compiti che assolve. I suoi membri mancano dell’esperienza tale da farne un sicuro e riconosciuto corpo di gendarmeria.

L’Arma dei Carabinieri, al contrario, è elemento importante per assicurare non solo presenza, bensì continuità dello Stato prima e dopo la guerra.

Questa convinzione spinge l’ufficiale a cercare di mettere in salvo i Carabinieri dalle persecuzioni dei fascisti più intransigenti.

La vicenda è stata riscoperta dallo storico perugino Stefano Fabei. E affrontata in un interessante studio

La Guardia Nazionale Repubblicana. Le memorie del Generale Niccolò Nicchiarelli, 1943-1945  (Mursia, 2020)

Professore appassionato di storie dimenticate ( Il fascio, la svastica e la mezzaluna, Una vita per la Palestina. Storia di Hâjj Amîn al-Husaynî, Gran Mufti di Gerusalemme, Mussolini e la resistenza palestinese, altri), Stefano Fabei si era già occupato di Nicchiarelli ne Il Generale delle Camicie Nere. L’ultimo lavoro rappresenta però un tassello in più per ricostruire la vicenda di Nicchiarelli e per aiutare a  ricomporre il grande mosaico della storia Italiana della prima metà del XX Secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(Immagine di sfondo: il Generale Nicchiarelli  – a dx – e la M.O.V.M. Carlo Borsani . Fonte immagine: Wikipedia)

Redazione Conoscere La Storia

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