Lo Squalo, il block buster di Spielberg che ancora ci impressiona

Ogni anno torna a trovarci. A maggio o a giugno, non ha importanza: è il periodo in cui ci riappropriamo delle spiagge, anche se solo per un week end. E della spiaggia, anzi del mare più profondo e degli abissi del nostro inconscio lui è sovrano incontrastato.

E’ “Bruce”, otto metri di lunghezza in alluminio e lattex e 45 anni di età. Bruce è passato alla storia con un noto film di Steven Spielberg, Lo Squalo.

Era il 1975 e i bagnanti di tutto il mondo ebbero problemi, dopo la visione della pellicola, ad avvicinarsi all’acqua.

Capostipite dei block-busters estivi, Lo Squalo segnò un’epoca quanto ad effetti speciali, suspence e record di repliche televisive.

Come Una poltrona per due di John Landis (che ormai da 20 anni è trasmesso in occasione di ogni vigilia di Natale), il film tratto dal romanzo di Peter Benchley è immancabile nel palinsesto estivo della TV italiana.
Quasi mezzo milione di dollari per tre robot che diedero svariati problemi durante le riprese e che oggi sono ancora visibili agli Orlando’s Studios.

Scene subacquee girate in Australia con un attore nano in una gabbia antisqualo (così da aumentare visivamente le dimensioni dell’animale).

Una colonna sonora da brivido… Ecco gli ingredienti vincenti di un prodotto che conta milioni di fan, convention annuali, file interminabili di spettatori grandi e piccoli agli studi cinematografici della Florida e delle note entrate di diritto non solo nell’olimpo musicale, ma nell’uso comune ogniqualvolta, al mare come in piscina, si voglia ricordare il terrore suscitato dalle sequenze di attacco del grande squalo bianco.

Nel 2005 una Limited Edition in DVD ha riproposto la pellicola rimasterizzata,con nuovi doppiaggi e scene tagliate, backstage, interviste agli autori. Si parla qualche tempo di un reamke che certo sarà nettamente inferiore all’originale, ma che certamente riavvolgerà il pubblico in sala nell’atmosfera di terrore generata dalla bacchetta magistrale del maestro John Williams.

 

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(Immagine di sfondo: elaborazione grafica di GoatBoy, fonte: qui)

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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