L’ultimo segreto di Hitler: l’ “Operazione Caesar” e l’avventura dell’U-864

Alla fine del 1944 le speranze dei nazisti di vincere la guerra sono oramai ridotte al minimo.

Le truppe alleate avanzano dappertutto e, l’una dopo l’altra, cadono le basi marittime e aeree tedesche.

Per Berlino le ultime, tenui possibilità di invertire o ritardare in qualche modo il corso degli eventi risiedono, da una parte, nello sviluppo delle armi di rappresaglia di massa quali i V2 o la bomba atomica e, dall’altra, nel cercare di far pervenire in Giappone le ultime scoperte militari e tecnologiche degli scienziati nazisti per intensificare la pressione della guerra nel Pacifico e sperare di allentare la presa degli alleati sul fronte europeo. 

E’ questa in sostanza la finalità dell’”operazione Cesare”. 

Il 15 dicembre 1944 parte da Kiel l’U-Boot 864.

A bordo ci sono i piani e alcuni reattori del Messerschmitt 262, scienziati giapponesi e tedeschi e circa 65 chili di mercurio ripartiti in 1857 contenitori d’acciaio conservati nelle stive. 

Destinazione Penang, in Malesia, da raggiungere attraverso un lungo periplo che, contornando le isole britanniche, avrebbe portato il sottomarino in Africa per poi doppiare il Capo di Buona Speranza.

Rotta non semplice, ma l’equipaggio è ottimista: l’U-864 non ha mai subito avarie. Nonostante però le fiduciose premesse, il viaggio non inizia con la stella sperata.

Un problema tecnico obbliga il capitano a riparare nel porto di Bergen (Norvegia) per effettuare indispensabili verifiche e alcune riparazioni. 

Sappiamo che a Bletchely Park i britannici leggevano agevolmente, grazie al programma Ultra, i messaggi segreti trasmessi dalla Marina nazista con Enigma, macchina cifrante erroneamente ritenuta impenetrabile.

Londra quindi è al corrente della missione e della rotta dell’ U-Boot 864. Non tarda allora ad inviare diversi bombardieri della RAF e un potente sottomarino della Royal Navy, il Venturer, per intercettarlo e attaccarlo. 

Il 9 febbraio 1945, al largo dell’isola Fedje, nei pressi di Bergen, il Venturer sorprende e affonda il sommergibile tedesco, dopo una singolare e unica battaglia sottomarina.

Fu quello in effetti il solo caso di un sommergibile affondato da un altro sommergibile nel corso della seconda guerra mondiale.

Non ci sarà alcun superstite dell’U-boot, che viene centrato in pieno da un potente siluro, si spacca in due e sprofonda nel fondo degli abissi con i suoi 73 uomini di equipaggio, i suoi dispositivi militari e il suo prezioso mercurio.   

 

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(Immagine di sfondo: equipaggio in posa sulla torretta dell’U-864 nel 1943. Fonte: Deutsche U-Boot Museum )

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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