Medio Oriente conteso: alle origini di un conflitto lungo oltre un secolo

Dove e quando nasce la questione mediorientale? Quando nasce il rapporto privilegiato dello stato di Israele con il mondo anglosassone? Una risposta a questi quesiti si può trovare in un brillante saggio dello storico ed analista Roberto Motta Sosa: “Medio Oriente conteso: turchi, arabi e sionisti in un conflitto lungo un secolo“. Il libro è stato pubblicato nel 2017, in occasione del centenario della famosa dichiarazione dell’allora ministro degli Esteri inglese, Arthur Balfour, indirizzato, il 2 novembre del 1917, a lord Walter Rothschild in qualità di massimo rappresentate della comunità ebraica e sionista britannica, con la quale si prometteva la costituzione, al termine del primo conflitto mondiale allora in corso, di un “focolare nazionale ebraico” in Palestina. “Focolare” che, in prospettiva, rivestiva per i britannici un interesse strategico anche perché posizionato in prossimità del Canale di Suez, completato nel 1871.

Alla dichiarazione Balfour e alle sue conseguenze è dedicata un’approfondita analisi all’interno del volume, che prende le mosse dalla Grande guerra e dal collasso dell’immenso Impero Ottomano, così come all’accordo Sykes-Picot del 1916, un patto segreto anglo-franco-russo volto alla spartizione dei territori mesopotamici dell’impero turco al termine del conflitto.

Ampio spazio nel saggio è poi dedicato al mondo arabo, in particolare alla dinastia hashemita tutt’ora regnante in Giordania, che fu convinta dalla diplomazia britannica a prestare i propri servigi alla causa della coalizione alleata e all’acquiescenza alle condizioni della dichiarazione Balfour (in base all’accordo Faysal-Weizmann del 1919), in cambio della sovranità su un futuro stato unitario degli arabi che sarebbe dovuto sorgere dal Regno dell’Hegiaz. Patto poi tradito sia per la nascita di vari protettorati francesi e inglesi, sia perché l’emergente dinastia rivale degli Al Saud, protettori di quell’islam wahhabita oggi tristemente noto per il suo ruolo nell’ambito del fondamentalismo jihadista, conquistò l’Hegiaz, distruggendo i sogni di gloria degli hashemiti e avvalendosi tra l’altro della collaborazione di Harry Saint John Philby, un funzionario dei servizi segreti britannici convertitosi al wahhabismo.

Inoltre, per i più curioso, nel volume sono contenuti dei dettagli, scevri da qualsiasi semplificazione o tentazione complottista, di una sorta di diplomazia parallela svolta dalle organizzazioni massoniche in quelle delicate fasi di spartizione degli ex domini ottomani.

Redazione Conoscere La Storia

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