Museo della Guerra di Rovereto: mole documentaria enorme

Per sapere tutto sulle armi e le tecniche di combattimento in uso durante il primo conflitto mondiale è d’obbligo la visita al Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, che ha sede nell’antico castello della città. Presenta una mole documentaria enorme (migliaia di pezzi, esposti o raccolti nelle collezioni) che si accresce peraltro di continuo grazie alle donazioni di associazioni e privati. Dopo una parte introduttiva che indaga l’arte bellica dall’età napoleonica al Risorgimento, la visita inizia alla terza sala con una panoramica, condotta attraverso documenti, video e immagini, sulle cause della Grande Guerra e i suoi preparativi, dalla mobilitazione generale all’invenzione di nuove tipologie di armi.

La sezione più coinvolgente è quella dedicata alla vita di trincea e ai campi di prigionia. I cimeli esposti – maschere antigas, corazze, pinze tagliafili, trappole antiuomo e altri strumenti – permettono di farsi un’idea concreta delle difficoltà e dei rischi che correvano ogni giorno i soldati al fronte; più avanti invece ci si commuove rileggendo attraverso i quadri di Pietro Morando le vicende dei prigionieri di guerra. Ricca di spunti di riflessione è poi l’ampia sezione dedicate alla propaganda, che raccoglie volantini, giornali, cartoline e manifesti ora elaborati per mantenere alto il morale delle truppe, ora invece per convincere i civili, con le armi della persuasione, a sostenere gli alti costi economici e morali del conflitto.

La visita prosegue con l’esposizione che raccoglie  uniformi e documenti che preludono al conflitto (tra i quali spicca il proclama di Vittorio Emanuele III che annuncia l’entrata in guerra dell’Italia) e testimonianze del processo di nascita della memoria collettiva che iniziò, terminate le operazioni belliche, con l’edificazione dei sacrari militari e dei monumenti ai caduti e agli irrendentisti.

Eccezionale infine la rassegna di pezzi di artiglieria italiani, austro-ungarici, tedeschi e inglesi raccolta nel rifugio antiaereo scavato ai piedi del castello durante la Seconda guerra mondiale: si tratta di una delle collezioni più complete d’Italia. Appena fuori, in piazza Podestà, il grande mortaio austro-ungarico Skoda da 30,5 cm.

Redazione Conoscere La Storia

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