Necropoli di Pantalica: l’antico regno di Hybla

Tra il XIII all’VIII sec a.C., il regno di Hybla (o Ibla) dominava la Sicilia dalla valle dell’Anapo fino a Siracusa. Ma se la reale esistenza di Ibla è controversa, il mito è certo ricco di suggestioni, legate a una dea di cui non si conosce il nome, venerata come signora della primavera e al tempo stesso degli Inferi (poi identificata con Persefone o Artemide), e a una casta d’indovini capaci di interpretare i sogni.  Recentemente, alcuni archeologi hanno identificato Ibla con Pantalica, una grande necropoli in provincia di Siracusa, che comprende al suo interno ben cinque insediamenti diversi.

Inserita in un paesaggio naturale estremo, caratterizzato da grandi canyon e strapiombi che rendono l’accesso al sito piuttosto complicato, si ritiene (anche in ragione del fossato artificiale che ne protegge l’ingresso) che sia stata scelta come estremo baluardo di difesa contro le invasioni.

A partire dal XIII secolo a.C., le popolazioni indigene scomparvero dalle coste, molto probabilmente in concomitanza con l’arrivo dei Siculi, per rifugiarsi nei territori impervi dell’interno, dove prosperarono fino alla distruzione da parte dei Siracusani. Di quell’epoca, oggi, restano oltre 5.000 tombe a grotticella naturale e, sull’acropoli, i resti del palazzo del principe, l’unico costruito in muratura. Questi insediamenti tornarono a vivere come rifugio della popolazione ai tempi delle incursioni dei barbari, dei pirati e dei Saraceni. Pantalica è uno dei luoghi più affascinante della protostoria siciliana e la sua visita è un salto nel passato più remoto e sconosciuto della Sicilia.

Redazione Conoscere La Storia

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