Normandia: quando i vichinghi piegarono la Francia

La Normandia? Una terra vichinga nel cuore della Francia. Per raccontare questa storia, bisogna fare un tuffo indietro nel tempo, per la precisione negli anni delle incursioni degli “uomini del Nord” in Europa. Nell’840, quando le navi vichinghe iniziano a prendere di mira le sue coste, la Francia è nel caos. L’impero di Carlo Magno non esiste più e le terre dei franchi son state divise fra discendenti litigiosi e incapaci di controllare i feudatari locali.

Il potere centrale si è sgretolato e ogni città coltiva solo i propri interessi. Si costruiscono castelli e si assoldano uomini per la difesa del territorio. Le vele vichinghe avanzano incontrastate, come lame nel burro: dopo la distruzione di Nantes, tocca a Tours e a Parigi. Per fermare questo flagello, Carlo III il semplice sarà costretto a mercanteggiare, concedendo ai vichinghi nei primi anni del 900 un vasto territorio su entrambi i lati della Senna… l’attuale Normandia (da “Normanni”, “uomini del nord”).

Rollone era un condottiero vichingo, probabilmente danese (ma alcuni propendono per origini norvegesi). Nelle tarde fonti islandesi viene identificato come Ganga-Hrolf, Hrolf il camminatore (così definito perché talmente pesante da non poter essere portato a spasso da nessun cavallo). Nel 911 è alla testa dell’esercito che assedia Chartres, poco più tardi guida gli uomini sul basso corso della Senna (una regione in totale balia dei vichinghi e già completamente spogliata di ogni bene).

Con una certa scaltrezza politica, Rollone convince i Franchi Occidentali a farsi nominare signore dei vasti territori coincidenti con gli attuali Eure, Calvados, Senna Inferiore, Manche e Orne. In cambio della nomina promette fedeltà a re Carlo il semplice, si impegna a difendere il territorio e si converte al cristianesimo (viene battezzato nel 912). Nasce così una società normanna, aristocratica e progressivamente feudale. Nasce la Normandia.

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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