Operazione Entebbe e il mito dell’invincibilità delle forze armate israeliane

The crew of the first C-130 that landed at Entebbe poses with their plane after the mission. Joshua Shani is at center in the front row. (Israel Air Force)

Nella notte fra il 3 ed il 4 luglio 1976 unità delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a bordo di tre C-130 atterrano all’aeroporto di Entebbe, #Uganda, per liberare i passeggeri del volo Air France 139 sequestrati da ugandesi e cellule rivoluzionarie tedesche (con l’appoggio di #FPLP).

L’operazione ha successo. Prima del rientro le IDF distruggono, al suolo, l’intera forza aerea del regime di Amin Ida.
Entebbe fu l’ultima volta, dalla #Shoah, in cui i nomi di cittadini di origine ebraica furono letti ad alta voce da tedeschi intenzionati ad ucciderli. In quell’occasione, i militanti di #RevolutionäreZellen, minacciarono di eliminare i passeggeri israeliani se Tel Aviv non avesse accettato il pagamento del riscatto ed il rilascio di 54 palestinesi in mano ad Israele.
L’attacco costa la vita a Yonatan Nethanyau (fratello del futuro primo ministro d’Israele), a quattro ostaggi, a sette dirottatori e a circa quarantacinque soldati ugandesi.
Il successo dell’ “Operazione Entebbe” ha contribuito a rafforzare l’immagine internazionale della grande efficienza del #Mossad e dell’IDF.
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(Immagine di sfondo: Operazione Entebbe, il rientro in Israele. Fonte immagine: http://viviisraele.it/2019/07/07/lepica-operazione-entebbe-che-pero-costo-la-vita-allufficiale-dellidf-yoni-netanyahu/ )

Redazione Conoscere La Storia

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