Parco archeologico di Pompei: la città travolta dal Vesuvio

Seppellita dalla drammatica eruzione del Vesuvio del 79 d.C., Pompei, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, è uno dei luoghi più celebri al mondo. Fondata dagli Osci nell’VIII-VI sec. a.C., divenne colonia romana nell’80 a.C., dopo un passato greco-cumano, etrusco e sannita. I suoi scavi, strazianti e meravigliosi, mostrano una realtà ricca e vivace, ferma nel tempo. La città, rimasta bloccata al 24 agosto (o, secondo altre fonti, 24 ottobre) del 79 d.C., mostra un fitto reticolo di strade con un impianto urbanistico a riquadri, con molti luoghi di interesse, tra cui il Foro, i Templi di Giove, di Apollo e dei Lari, la curia, il mercato, il teatro e l’anfiteatro.

Quest’ultimo è uno dei più antichi della storia e ha una capienza di 20mila spettatori. Le abitazioni patrizie pompeiane sono la massima attrazione del luogo e sono generalmente caratterizzate da elementi romani, come l’atrio, ed ellenistici, come il peristilio intorno al giardino. Esse presentano spesso pitture murali di eccezionale valore. Le case più significative sono tante. La Casa del Fauno è una delle più grandi della città ed è caratterizzata dalla statua in bronzo di un satiro situata nell’impluvium. La Casa dei Vetti presenta delle fitte decorazioni dai colori estremamente accesi a tema mitologico e fantastico. Affreschi meravigliosi adornano anche la Casa dei Dioscuri, che fu, con tutta probabilità, decorata dallo stesso artista di quella dei Vetti.

Poco fuori dal centro di Pompei, ma sempre all’interno del parco archeologico, sorge, invece, una delle costruzioni più enigmatiche ed affascinanti dell’area, riscoperta intorno al 1910: la Villa dei Misteri. Lussuoso rifugio dalla caotica vita di città, il suo impianto originario risale al II e I secolo a.C., ma ha successivamente subito numerose trasformazioni. Probabilmente di proprietà dell’importante famiglia degli Istacidii, una delle più abbienti dell’età augustea, deve il suo nome alla sala del triclinio, dove sono maestosamente rappresentati dei rituali definibili come misterici. Il significato dell’affresco non è chiaro, ma esso sembra narrare, attraverso una decina di splendide sequenze, dominate da colori caldi come il famoso “rosso pompeiano”, dei riti iniziatici dionisiaci. Le scene vedono protagonisti satiri, sileni, matrone, menadi danzanti, donne seminude, simboli della fertilità, e un Dioniso gaudente abbracciato a un personaggio femminile sconosciuto.

Redazione Conoscere La Storia

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