Perché la Costa Azzurra si chiama così? Un po’ di storia

Nel 1887 il poeta e scrittore di Digione Stephen Liégeard pubblicava un volume dal titolo “La Côte d’Azur“. Non sospettava di aver inventato una regione geografica, non si aspettava di aver coniato la parola che sarà più pronunciata in Francia dopo… Parigi! Povero Liégeard… Dei 40mila versi che scrisse, dei suoi numerosissimi volumi che affollano gli scaffali della Biblioteca Nazionale, nessuno sa o ricorda granché. Ma il titolo di un suo libro farà il giro del mondo e da più di un secolo ricorre sulla bocca di tutti per evocare una regione di sogno e dal mitico clima: la Côte d’Azur, la Costa Azzurra.

Il nome immaginato da Liégeard tuttavia si affermò più per motivi politici e di prestigio che per meriti poetici. Se nel 1860 i nizzardi in effetti avevano scelto di “tornare” alla Francia sulla scia delle visioni politiche di Cavour e delle ambizioni territoriali di Napoleone III, non per questo però si mostravano disposti a rinunciare del tutto alla loro specificità, al retaggio sempre molto vivace del Comté de Nice. Circostanza questa che certo non rassicurava il governo centrale e centralista di Parigi.

Cancellato il confine internazionale del fiume Var, che separava la Francia dal Regno di Sardegna, le autorità centrali – patriottismo oblige – cercarono di eliminare anche qualsiasi riferimento a quello che rischiava di diventare una sorta di “confine amministrativo” tra la Madre patria e la “Contea di Nizza”. La delimitazione amministrative del nuovo Dipartimento delle Alpi Marittime fu concepita di conseguenza in funzione di una migliore integrazione al territorio nazionale, cancellando qualsiasi traccia di passate delimitazioni. Questo spiega la configurazione amministrativa dei due dipartimenti confinanti delle Alpi Marittime (che comprende il fiume Var, ha inglobato l’arrondissement di Grasse e va oltre Mandelieu) e del Var (che pur avendone il nome, non comprende più il fiume Var!). Configurazione abbastanza complicata da capire per gli stranieri e caso unico in Francia…

In questo contesto un nome che evocasse in qualche modo una regione a cavallo del fiume Var, un nome unificatore che si riferisse ai litorale dei due Dipartimenti, avrebbe fatto proprio comodo alle autorità della capitale nella loro visione “integrazionista”. Ben fu accolto quindi il nome di “Costa Azzurra” per indicare appunto il tratto di costa che va da Hyères fino Mentone, evitando così di continuare a utilizzare nomi quali Riviera (dalla consonanza troppo italiana) o Corniche (troppo anonimo). Molto meglio il nome patriottico e autenticamente francese di Côte d’Azur! Tradotto in italiano in Costa Azzurra, anche se “d’azur”, con riferimento al colore araldico fa pensare piuttosto al blu, il blu di Francia, il blu dei lapislazzuli, il blu del mare di Nizza. Così chiamata da Liégeard forse poeticamente in analogia alla Côte d’or, il suo dipartimento d’origine (altro caso singolare di un Dipartimento il cui nome non ha uno specifico riferimento geografico…) .

Perché la Costa Azzurra si chiama così? Un nome usato da Nizza per esaltare la propria specificità

Ma paradossalmente, con il tempo, il nome Costa Azzurra, utile come abbiamo visto per frenare le velleità autonomiste di Nizza, verrà da quest’ultima utilizzata per affermare ed esaltare la propria specificità. Nizza infatti mal sopportava (e mal sopporta!) l’idea di essere ridotta a città di secondaria importanza rispetto alla capitale della Provenza, Marsiglia.  Nizza, città dalla nobili origini e dalla storia millenaria, non si considera seconda a nessun’altra città. Nizza quindi non può essere solo il capoluogo di un dipartimento, ma anche una “capitale”. Sì, ma di che cosa? Ma della Costa Azzurra!

Una regione creata sulla carta, un riferimento geografico ormai universalmente accettato, un concetto turistico talmente radicato nell’immaginario collettivo che ha finito per avere una consacrazione in qualche modo anche “politico-amministrativo” se pensiamo alla denominazione ufficiale della regione PACA (Provenza, Alpi, Costa Azzurra), benché la Côte d’Azur in quanto tale non esista da un punto di vista amministrativo…

Se tuttavia il successo universale del nome Costa Azzurra fu dovuto a motivazioni politiche e di prestigio, a Liégeard resta l’incommensurabile merito di aver avuto la giusta ispirazione, in una “visione” di sorprendente attualità: ”per volontà del grande pubblico, si sono sciolte, come neve al sole, le denominazioni inesatte o antiquate del litorale mediterraneo. Corniche, Riviera….e sulla piazza rimasta vuota si è installato per diritto di conquista questo vocabolo immaginifico e rapido, più vero che poetico…La Costa Azzurra. Così ormai si chiama il paese del mare blu, del sole e dei fiori”. Al che si potrebbe aggiungere, felici i suoi abitanti!

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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