Pesaro, Rossini Opera Festival: l’omaggio della città a Gioacchino Rossini

Il Covid-19 ha rallentato l’attività culturale ma non ha impedito la sopravvivenza di alcuni importanti appuntamenti come il ROF – Rossini Opera Festival. Nato negli Anni 80, il ROF è stato gestito per i primi cinque anni dal Comune di Pesaro; poi, dal 1985 è diventato un ente autonomo promosso dalle Amministrazioni comunale e provinciale.

E’ a metà degli Anni 90 però che arriva la svolta, assumendo la forma giuridica di fondazione. Infine, nel dicembre 2012, il prestigioso riconoscimento che arriva direttamente dal Parlamento: con la legge 238, infatti, il ROF è stato inserito nell’esclusivo ambito dei “festival musicali e operistici di assoluto prestigio internazionale”.

La rassegna rende omaggio al più illustre cittadino di Pesaro, Gioacchino Rossini (che nella città marchigiana ebbe i natali il 29 febbraio 1792), riportando in vita ogni anno le sue opere con una formula particolare…

Caratteristica del Festival è diventata infatti una speciale atmosfera che, oltre a stimolare il lavoro sul palco e dietro le quinte, finisce per coinvolgere gli stessi spettatori nel clima di tesa solidarietà che lega fra loro artisti, musicologi, maestranze, organizzatori e tecnici, ciascuno dei quali si sente protagonista di una singolare, rara avventura culturale” si legge nel sito del ROF.

Nei 10 giorni di eventi rossiniani l’intero capoluogo sembra essere “declinato” al compositore e all’omaggio del suo genio. A partire dalle luminarie che, nel centro storico, accompagnano i passi di residenti e turisti con i nomi di opere immortali quali il Guglielmo Tell, SemiramideL’Italiana in Algeri.

Come accennato, malgrado il Covid-19 i luoghi simbolo della cultura pesarese e nazionale (Teatro Rossini, Teatro Sperimentale, Auditorium Pedrotti, Vitrifrigo Arena, Piazza del Popolo) hanno ospitato La cambiale di matrimonio, il Concerto Olga Peretyatko (soprano russo fra i più importanti al mondo) e il Concerto Nicola Alaimo (baritono).

In particolare, il Teatro Rossini è il sito che più testimonia il legame fra Pesaro e il compositore, non solo nel nome. Fu proprio Gioacchino Rossini, infatti, inaugurarlo nel 1855 dopo i lavori di riedificazione avviati 1818 sul Teatro del Sole, edificio a sua volta realizzato negli Anni Trenta del XVII Secolo.

Negli ultimi anni di vita Rossini si trasferì in Francia, a Passy dove morì nel 1868. E’ sepolto nel cimitero parigino di Pere-Lachaise, luogo del quale vi abbiamo già parlato presentando l’importante studio della ricercatrice italiana Costanza Stefanori.

Clicca qui per leggere l’articolo.

 

 

 

 

 

Redazione Conoscere La Storia

Redazione Conoscere La Storia

Conoscere La Storia vuole raccontare la storia agli appassionati, anche ai meno esperti, con semplicità, chiarezza e immediatezza.

Articolo Precedente

Cine Boat. “Il talento di Mr Ripley”: lo sloop in tek di Jude Law e di Gwineth Paltrow ora italiano

Articolo successivo

Dolmen della Chianca: un ritrovamento dell’età del Bronzo