PMAL (ex Fabbrica d’Armi) di Terni: un viaggio nella storia delle armi

Il nome ufficiale è Polo Mantenimento Armi Leggere ma a Terni è ancora, diffusamente nota come “ex Fabbrica d’Armi” infrastruttura militare che ha garantito l’approvvigionamento del fante italiano dalle campagne coloniali alla Seconda Guerra Mondiale e che oggi manutiene l’armamento individuale delle Forze Armate. 

Ma nei capannoni di viale Brin (Terni) c’è anche una lunga storia raccontata in 4 mila pezzi, cioè le armi raccolte nella rassegna della collezione tecnica e che racconta la guerra con la polvere da sparo dagli albori ai giorni nostri. 

Alla fine del Secondo conflitto mondiale il personale della struttura iniziò a selezionare e a catalogare quanto lasciato dagli eserciti belligeranti e dalle formazioni della Resistenza. L’attività è andata avanti nel tempo e continua ancora oggi. 

Particolarità della rassegna è la perfetta efficienza del materiale raccolto. Per dire: gli archibugi dei conquistadores e le mitragliatrici americane, russe, italiane e tedesche funzionano alla perfezione, questo grazie alla perizia delle maestranze civili e militari del PMAL di Terni. 

Della raccolta fanno parte i fucili modello 1891, forse l’arma di cui disponiamo in maggiore numero è che è un simbolo del nostro Paese, essendo rimasta in servizio presso reparti militari e di polizia per lunghissimo tempo. Poi c’è l’introvabile, come la Pfenni Kolibrì la pistola più piccola del mondo: entra nel palmo di una mano, il proiettile è microscopico.

E’ un’arma da difesa: non uccide ma il colpo a breve distanza può essere molto doloroso. 

Sotto i vetri illuminati da una tenue luce al neon si susseguono pezzi storici in tutte le loro varianti: semiautomatiche con calcio di fucile smontabile, semiatomatiche capaci di tirare a raffica, i revolver della conquista del West e quelli della polizia americana degli anni del Proibizionismo.

Ci sono la Walther PPK amata da James Bond e la Walther P38 usata prima dagli ufficiali tedeschi, poi diventata icona degli Anni di Piombo. Particolarità alcuni manufatti artigianali sottratti alla criminalità organizzata e costruiti con tubi di metallo: automatiche calibrate in cal. 9

Fra i pezzi da collezione anche batterie anti aeree, un siluro aero-navale, la mitragliatrice modello “Terni” progettata e assemblata in città e pare collaudata da Benito Mussolini in persona.

Completano la rassegna armi bianche di ogni epoca, compresi i pugnali da parata del Regime e quelli del Terzo Reich sulle cui lame campeggia il motto in caratteri gotici: “Meine ehre heißt treue – Il mio onore si chiama fedeltà”. 

Redazione Conoscere La Storia

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