Forte dei Marmi: quando Italo Balbo “andava” a La Capannina… in idrovolante!

Versilia, Anni Trenta. Siamo a Forte dei Marmi, allora come oggi meta vacanziera rinomata ai piedi delle Alpi Apuane. Ed è lì, in provincia di Lucca, a circa un chilometro dal celebre pontile del Forte, che svetta La Capannina di Franceschi, iconico locale dal fascino immortale.

La Capannina era già nei Trenta frequentata da ospiti illustri. Villeggianti, sopratutto, di quella alta borghesia ed artistocrazia italiane che immaginiamo sfrecciare sul lungo mare (attuale Viale della Repubblica) a bordo di eleganti Bugatti o raggiungere il locale in bicicletta per un aperitivo.

Qualcuno però preferisci arrivarvi diversamente. Via mare anzi, via aria per poi ammarare nelle acque antistanti La Capannina.

Il pilota si chiama Italo, è originario di Quartesana (provincia di Ferrara), è stato ardito alpino nella Grande Guerra durante la quale ha comandato il Battaglione Pieve di Cadore, unità che oggi annovereremmo fra le special forces.

Il nome del locale è rimasto invariato, malgrado La Capannina di Franceschi non sia più di Franceschi da tempo. (lacapanninadifranceschi.com)

Ma il suo nome è legato soprattutto all’Arma Aeronautica ed ai suoi primati, come la Trasvolata del Decennale, che portò all’Italia, al Regime ed allo stesso Balbo enorme prestigio internazionale.

A nemmeno quarant’anni, dunque, Italo Balbo era praticamente una leggenda. Eppure, la prima volta che ammarò davanti a La Capannina il titolare Achille Franceschi non lo riconobbe. Vuoi la distanza, vuoi il fragore che devono aver provocato i motori di quell’idrovolante, l’imprenditore versiliese era più concentrato a capire chi fosse lo sfrontato avventore, che non ad immaginare che potesse essere un pezzo del calibro del Trasvolatore.

In un interessante articolo del 2004 pubblicato per Il Tirreno, il giornalista Gianfranco Micali rievoca alcune memorie dello storico locale del Forte, fra cui quelle del guardamacchine Emilio Tarabella per mezzo secolo impiegato in quel ruolo a La Capannina.

Ne emerge un quadro generale accattivante. Si siamo negli anni del Fascismo regime ma gli italiani sapevano già allora come divertirsi. Balbo in testa che Tarabella rammenta gran donnaiolo. E che il giorno di quel singolare ammaraggio fu servito da un cameriere in pattino.

Franceschi, infatti, aveva inviato il dipendente a pregare il pilota di allontanarsi; ma quando gli fu annunciato che si trattava di Italo Balbo, il pattino riprese il mare con una bottiglia del migliore champagne.

Il Maresciallo dell’Aria Italo Balbo (Quartesana, 1896-Tobruk, 1940) Fonte: web

Secondo Tarabella la mondanità del luogo avrebbe, alla lunga, infastidito lo stesso Mussolini preoccupato sia per le frequentazioni (monarchiche) del locale sia l’atteggiamento dei suoi gerarchi che considerava, forse, lesivo per l’immagine del Regime. Fu così che La Capannina di Franceschi chiuse per qualche tempo, prima di essere devastata da un incendio nel 1939. Ma, come l’Araba Fenice, fu ricostruita e tornò più splendente di prima, restando chiusa solo due volte da allora: dal 1942 al 1945, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, e nel 2020 quando la pandemia di Covid-19 ha costretto il locale e migliaia di altri, noti e meno noti, di tutta la Penisola a restare chiusi… o a chiudere per sempre!

La Capannina – come ricordava Pino Locchi al termine di Sapore di Mare – è ancora lì col suo fascino, la sua storia e i ricordi di tanti avventori, celebri e non, che la frequentano ormai da quasi un secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(Fonte immagine di sfondo: https://www.lacapanninadifranceschi.com/)

Redazione Conoscere La Storia

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