Quando e come è nato il paracadutismo militare?

Il paracadutismo ha avuto uno sviluppo diverso nei vari Paesi del mondo. Negli Stati Uniti nacque dalla necessità di salvare piloti ed equipaggi, nonché dalla volontà di dare spettacolo nelle manifestazioni aeree, fin dagli anni Venti. Ma fu in Unione Sovietica che, negli anni Trenta, il paracadutismo militare ebbe una grande spinta, attingendo reclute da un vasto numero di corsi per giovani. Non esistevano appositi velivoli da trasporto, ma ci si lanciava da bombardieri adattati allo scopo. I paracadutisti uscivano da aperture diverse, spesso scivolando anche sull’ala.

I paracadute ad apertura comandata permettevano simili acrobazie, ma gli incidenti erano comunque numerosi. L’esercito sovietico poteva vantare il maggior numero di paracadutisti, ma non aveva le idee chiare su come utilizzarli. I tedeschi iniziarono a sviluppare il settore nel 1937, sia con l’Esercito sia con la Luftwaffe, che alla fine si appropriò della specialità. Reparti di paracadutisti erano presenti anche in Francia e nel Regno Unito. Dopo i successi tedeschi in Norvegia, Olanda e Belgio, vari Paesi s’impegnarono nello sviluppo del settore, come la Jugoslavia e il Giappone.

Il problema maggiore era disporre di velivoli adatti all’aviolancio e spesso ci si doveva accontentare di bombardieri adattati alla bell’e meglio. I tedeschi utilizzavano i lenti ma affidabili Junkers Ju.52, in grado di trasportare fino a 19 paracadutisti. Gli italiani, dopo i Ca.133 e gli SM.81, si avvalsero degli ottimi SM.82. I britannici inizialmente saltavano da bombardieri bimotori Wintley (da una botola ventrale), prima di poter contare su un velivolo eccezionale come il C-47 Dakota, di costruzione statunitense.

Elisa Filomena Croce

Elisa Filomena Croce

Classe 1990. Laureata in Storia presso l'Università degli Studi di Milano, specializzazione in storia socio-religiosa del mondo antico. Appassionata di archeologia sperimentale. Attualmente caporedattrice e autrice di articoli su riviste di Storia.

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