Quando l’imperatore Costantino introdusse la domenica di riposo

Come tutti i politici di successo, anche l’imperatore romano Costantino fu maestro nell’arte dei compromessi. Passato alla Storia come primo imperatore cristiano, non disdegnò il culto del Sol Invictus (il Sole Invitto) e adottò l’immagine della divinità solare su emblemi e monete. Quando il 7 marzo 321 emanò un decreto che istituiva la domenica come giorno di riposo, Costantino seppe equilibrare cristianità e paganesimo, principi religiosi e pragmatismo economico.

Nel venerabile giorno del Sole, si riposino i magistrati e gli abitanti delle città, e si lascino chiusi tutti i negozi. Nelle campagne, però, la gente sia libera legalmente di continuare il proprio lavoro, perché spesso capita che non si possa rimandare la mietitura del grano o la semina delle vigne; sia così, per timore che negando il momento giusto per tali lavori, vada perduto il momento opportuno, stabilito dal cielo”. La scelta della domenica come giorno di riposo fu azzeccata e mise tutti d’accordo. Sebbene in precedenza fosse formalmente lavorativa, molti cristiani in tutto l’impero infatti già la utilizzavano per celebrare riti religiosi, anche se a Roma e ad Alessandria si tendeva a preferire il sabato (l’ebraico Sabbath).

La maggioranza dei non cristiani inoltre considerava la domenica speciale in quanto giornata di paga. Fu poi determinante la sua associazione con il Sol Invictus, il cui culto era divenuto ufficiale nel 274 ed era particolarmente apprezzato dalla classe aristocratica dei senatori. Non tutti i cristiani, però, adottarono subito l’editto di Costantino, e ancora secoli dopo molti continuavano a riposarsi il sabato. Oggi invece i cristiani seguono ovunque ciò che fu stabilito dall’imperatore quasi 1700 anni fa.

Mario Sprea

Mario Sprea

Giornalista professionista, direttore di diverse testate settimanali e mensili, autore di numerosi libri di narrativa, studioso e ricercatore di Storia delle religioni, esperto di divulgazione storica, responsabile di numerose riviste di Storia.

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