Quando nasce il bombardamento a tappeto?

Il bombardamento ad area o a tappeto è comunemente associato alla Seconda Guerra Mondiale e ai bombardieri ad alta quota che hanno rovesciato i loro letali carichi sulle maggiori città d’Europa e del Mondo. La sua origine, però, fonda le sue radici nella Prima Guerra Mondiale. A fine Ottocento il progresso nelle tecniche metallurgiche e negli esplosivi permise la creazione di cannoni a retrocarica di potenza e gittata mai vista in precedenza. Gli apparati industriali avevano messo a disposizione delle nazioni armi di efficacia straordinaria, ma in realtà non si sapeva come usarle. La dottrina prevalente prevedeva il fuoco diretto, e in tal modo le artiglierie incominciarono la Grande Guerra.

Le batterie venivano schierate sulla linea del fronte, in modo da poter facilmente inquadrare i propri bersagli e assistere da vicino l’azione della fanteria. In questo modo, però, potevano essere facilmente colpiti dal fuoco di controbatteria nemico, quando non addirittura dalle mitragliatrici e dai fucili: i pesanti scudi frontali spesso non erano sufficienti a proteggere i serventi e il pezzo veniva silenziato. La soluzione più ovvia era quella di allontanare le artiglierie dalla linea del fronte, magari nascondendola dietro un crinale, per sfruttare al meglio la loro ampia gittata, utilizzando il cosiddetto fuoco indiretto. Tornarono in auge obici e mortai, armi a tiro curvo, più corte dei cannoni e con minore gittata, ma che sparavano proiettili di calibro enorme, come i mortai austroungarici da 30,5 centimetri e gli obici da 42, utilizzati nella battaglia degli Altipiani. Artiglierie di ogni calibro venivano indirizzate in modo empirico e con scarsa osservazione su un’area bersaglio, confidando che il loro numero, il peso dei proiettili e la durata del fuoco garantisse l’effetto distruttivo desiderato.

In questo modo si rinunciava all’effetto sorpresa, ma si agevolava il compito della fanteria, secondo un principio che veniva riassunto nel motto “l’artiglieria conquista, la fanteria occupa”. Gli austroungarici si avvalsero di questa tattica rozza, dispendiosa ma tutto sommato efficace non solo nella fase preliminare della battaglia, ma anche durante il suo corso, quando riuscirono ad ammassare sufficienti bocche da fuoco: il bombardamento del 18 maggio 1916 contro Asiago (immagine in alto) ridusse la città ad un cumulo di macerie.

 

Note: dell’argomento si parla in dettaglio sul numero 2 di Storie di Guerre e Guerrieri

Nicola Zotti

Nicola Zotti

Nicola Zotti, classe 1957, dopo aver insegnato a livello accademico Storia dell'Arte Militare e Analisi strategica si è dedicato alla loro divulgazione tramite il sito internet www.warfare.it, il gruppo Facebook "Warfare - Storia militare e cultura strategica", che conta ormai 4.000 partecipanti, e soprattutto grazie agli articoli scritti collaborando tra l'altro con Repubblica, Il Riformista, Civiltà, e, attualmente, con le riviste storiche della Sprea Editori.

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