Seconda Guerra Mondiale. Ottobre ’42: il sacrificio italiano fra la Folgore e “Ariete combatte!”

Carri nemici fatta irruzione sud Divisione Ariete. Con ciò Ariete accerchiata. Trovasi circa 5 chilometri nord-ovest Bir el Abd. Carri Ariete combattono!” Comunicava l’ultimo carro della Divisione Ariete il 4 novembre 1942.

E’ la fine di un battaglia che infuria dal 23 ottobre precedente, che ha visto oltre 200 mila soldati britannici lanciarsi all’attacco delle forze italiane nel deserto libico.

Nell’estate di quell’anno i paracadutisti della Divisione Folgore arrivano in Libia al comando del Generale Frattini. Sono accorpati all’Afrika Korp di Rommel, la cui veloce avanzata si è interrotta a 111 km da Alessandria d’Egitto, nella piccola località di El Alamein.

Ai 5000 uomini della Folgore (schierati con la denominazione di Cacciatori d’Africa) è assegnata la difesa del fianco meridionale (insieme ad aliquote della Divisione Pavia) dello schieramento italo-tedesco, che si estende da Mersa el Hamra alla depressione di El Qattara.

Dopo due mesi di stallo, il 23 ottobre 1942 oltre 200 mila soldati inglesi, appoggiati da 1200 aerei e 800 carri armati attaccano le forze dell’Asse.

La Folgore si scontra con la 7° Divisione corazzata britannica e con la 1° Brigata “France Libre”: è l’inizio della seconda battaglia di El Alamein che proseguirà fino al 4 novembre, quando lo schieramento è sfondato e le unità italo-tedesche in ritirata.

A fronte della enorme disparità di uomini e mezzi, i parà italiani attaccano i carri nemici con bottiglie incendiarie e mine anticarro buttate sotto i cingoli, a rischio della vita.

Intanto, il 4 novembre, l’Ariete, giunta in loro soccorso, soccombe a fronte alla superiorità nemica.

Già vittoriosa in terra africana a Bir El Gobi (1° battaglia, novembre 1941) e a Sidi el Barrani (luglio 1942, 1° battaglia di El Alamein), prima della sua distruzione lancia via radio quell “Ariete combatte!” rimasto inciso nella memoria.

Impossibilitati a ripiegare, con numero elevatissimo di perdite e il Comandante Frattini caduto prigioniero, i superstiti della Divisione Folgore tentano di resistere fino al 6 Novembre quando, esaurite completamente le munizioni, distruggono le ultime armi e si arrendono.

Gli ultimi superstiti, 304 su 5000, ricevono l’onore delle armi da parte inglese e una citazione di Winston Churchill alla Camera dei Comuni.

A eterna memoria di quel gesto di eroica resistenza, le parole del Tenente Colonnello Alberto Bechi di Luserna (Spoleto, 1904 – Macomer, 1943) sono incise su una lapide ancora oggi simbolo del sacrificio della Folgore:

 

 

 

 

 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: YouTube)

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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