Sacrario di Redipuglia: presente, presente, presente!

Presente, presente, presente! La risposta del soldato si ripete martellante per decine di volte lungo i 22 gradoni del monumentale sacrario militare di Redipuglia a Fogliano, in provincia di Gorizia, a dare la misura dell’immane tragedia rappresentata dalla Grande Guerra.

L’imponente struttura, costruita tra il 1935 e il 1938 sulle pendici del monte Sei Busi (duramente conteso in tre sanguinose battaglie), è concepita come un vero e proprio schieramento militare: alla base la tomba di Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, comandante dell’Invitta Terza Armata (morto nel 1931) con i suoi generali, passa idealmente in rassegna 100mila soldati: 39.857 identificati lungo i gradoni, 60.330 ignoti sepolti invece nelle due grandi tombe comuni ai lati della cappella votiva che sorge sulla cima. Tra loro c’è una sola donna, la crocerossina Margherita Kaiser Parodi Orlando. La visita incomincia nel piazzale in pietra del Carso con le 38 lastre di bronzo recanti inciso il nome di altrettante sanguinose battaglie.

Poi si salgono i monumentali gradoni contenenti le spoglie dei soldati. Il calvario termina sulla sommità tra le due tombe comuni, la cappella con la statua della Vergine Assunta e due sale che espongono oggetti personali dei soldati.
Di fronte al sacrario, sul colle Sant’Elia, si stende il vasto parco della Rimembranza sorto su quello che fu il primo cimitero militare della Terza Armata. Un altro luogo della memoria molto importante è rappresentato dal piccolo Cimitero dei Caduti che sorge attorno all’abside della basilica di Aquileia: vi sono sono sepolti dieci degli undici militi ignoti tra i quali fu scelto, nel 1921, il soldato senza nome inumato all’Altare della Patria a Roma. A indicarlo, proprio ad Aquileia, fu Maria Bergamas, madre di un caduto mai ritrovato, in rappresentanza di tutte le madri italiane che avevano perso un figlio nel conflitto: anche lei riposa nel piccolo camposanto.

Redazione Conoscere La Storia

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