San Giovanni in Laterano: la chiesa madre di tutte le chiese

A guardarne oggi le forme barocche, non si direbbe certo che San Giovanni in Laterano, la chiesa madre di tutte le chiese, sia la più antica e prestigiosa basilica della Cristianità. Invece la chiesa affonda le sue radici all’inizio del IV secolo quando l’imperatore Costantino, all’indomani dell’Editto di Milano con cui aveva proclamato la tolleranza nei confronti del cristianesimo, donò al vescovo di Roma un palazzo di sua proprietà e il vasto terreno annesso per costruirvi il prototipo dell’edificio di culto per eccellenza.

Nulla è rimasto dell’antichissima basilica. Oggetto di crolli, devastazioni e incendi, fu rifatta e allargata più e più volte nel corso dei secoli. A darle l’odierno aspetto fu Innocenzo X, papa tra il 1644 e il 1655, che affidò i lavori a Francesco Borromini, mentre il transetto era già stato ridipinto ai tempi di Clemente VIII in stile manierista (come il soffitto) dal Cavalier d’Arpino e da alcuni suoi allievi tra cui il Morazzone.

Il Borromini agì da par suo per accentuare la grandiosità dell’edificio isolando la navata centrale con un corridoio di colonne e pilastri intervallati da nicchie, ma soprattutto fu così sensibile da mantenere (restaurandolo) lo spettacolare pavimento cosmatesco e persino alcune parti di muro della primitiva costruzione. Non altrettanto rispettoso del passato fu Alessandro Galilei, il cui progetto della facciata – conclusa nel 1734 – comportò la completa distruzione di quella precedente e del quadriportico paleocristiano con gli affreschi del XII secolo. Più tardi andarono perduti anche gli antichissimi mosaici dell’abside, fatti realizzare nel X secolo e già restaurati da Niccolò IV nel 1292 per mano di Jacopo Torriti: furono incredibilmente distrutti da Leone XIII nel 1880 insieme al deambulatorio (il cosiddetto Portico leoniano) e sostituiti da una piatta e stucchevole imitazione. Lo scempio, perché tale indubbiamente fu, fu oggetto di feroci critiche. Ma ormai il danno era fatto.

Redazione Conoscere La Storia

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