Scavi archeologici di Ercolano: la città romana sepolta dal vulcano

L’antica città romana di Ercolano, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, venne sepolta dall’eruzione del vulcano Vesuvio del 79 d.C., insieme ad altri importanti centri romani in Campania, come Pompei, Stabiae e Oplontis. Di origine osca o etrusca, essa venne conquistata da Roma nell’89 a.C. e raggiunse il suo massimo splendore grazie al tribuno Marco Nonio Balbo (I sec. a.C.), che ne promosse la trasformazione edilizia. Gli scavi archeologici che hanno riportato alla luce parte della città mostrano un centro di dimensioni relativamente modeste, che contava circa 4mila abitanti. Era, comunque, una realtà molto fiorente, come provano i resti di templi, edifici e monumenti pubblici, stupende case patrizie, botteghe e terme.

Tra le abitazioni da vedere ci sono la Casa del Genio, il cui nome deriva dalla statua di un genio tutelare ivi ritrovata; la Casa dello Scheletro, con interessanti decorazioni mosaicate; la Casa del Tramezzo di Legno; la Casa Sannitica, con un bellissimo atrio ellenistico e pareti dipinte; la Casa di Nettuno e Anfitrite, con un particolare ed elegante mosaico parietale a tema mitologico.

La villa più importante di Ercolano è sicuramente quella dei Papiri, che, al suo interno, conservava una preziosa biblioteca con migliaia di papiri. Probabilmente di proprietà del suocero di Giulio Cesare, Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, è attualmente in restauro.

Redazione Conoscere La Storia

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