Seconda Guerra Mondiale: Domenico Vecchioni racconta l’Operazione Force Benedict

Solo di recente, grazie al libro di memorie di uno dei sopravvissuti, Eric Carter, è stata svelata una delle iniziative segrete che più hanno influito sul corso della Seconda guerra mondiale, l’operazione Force Benedict.

Un’ operazione tesa ad impedire che la città di Murmansk, porto di mare sulla baia di Kola, libero dai ghiacci anche d’inverno, cadesse in mani naziste.

Per i sovietici infatti era assolutamente vitale conservare la città, dove sarebbero arrivati approvvigionamenti e aiuti alleati.

Se i nazisti si fossero impossessati di questa fondamentale valvola di sfogo verso l’esterno, la resistenza sovietica avrebbe subito un durissimo colpo, con imprevedibili conseguenze.

Di fronte al dilagare dell’invasione nazista nell’estate del 1941, Stalin era disperato.

Dopo appena qualche giorno dall’avvio dell’operazione Barbarossa, aveva già perduto 1800 aerei, la maggioranza dei quali distrutti al suolo!

La Luftwaffe si mostrava terribilmente efficace. Trasmise allora un drammatica richiesta di aiuto a Churchill, reclamando un certo numero di caccia Spitfire.  

Il Primo Ministro britannico era tuttavia troppo impegnato a contenere gli assalti dell’aviazione nazista per privarsi di aerei così vitali nella difesa del paese. 

Consapevole peraltro dell’utilità di aiutare quello che ormai era diventato un “alleato di fatto” nella lotta anti-nazista, decise di metter disposizione dei sovietici diverse decine di Hurricanes, caccia di ottima qualità anche se non al livello degli Spitfires, e inviando anche decine di piloti e tecnici per formare adeguatamente i piloti sovietici.

Sul cielo di Murmansk combatteranno così, fianco a fianco, piloti britannici e sovietici, al comando dei loro Hurricanes, micidiali duelli contro i Messerschmitt e Junker tedeschi.

Londra del resto temeva che se l’URSS avesse ceduto, i nazisti avrebbero concentrato i loro sforzi per realizzare il sogno segreto di Hitler: l’invasione la Gran Bretagna!

Aveva quindi un interesse diretto nella difesa della città portuale sovietica

La battaglia aerea di Murmansk fu in definitiva persa dai nazisti, che dovettero così rinunciare a prendere la città.

Una sconfitta dalle incalcolabili conseguenze sull’andamento delle operazioni belliche.

L’Unione Sovietica fu in effetti in grado di mantenere aperta la porta attraverso la quale sarebbero passati i giganteschi aiuti alleati, in gran parte provenienti dagli Stati Uniti in base alle agevolazioni previste dalla famosa legge Lend and Lease. 

Un’operazione tenuta segreta per molto tempo, soprattutto per volontà di Stalin, al quale non piaceva essere riconoscente agli “alleati occidentali” per gli aiuti ricevuti.

Aiuti senza i quali però non avrebbe verosimilmente potuto fermare l’avanzata tedesca. Ma questo non si poteva e non si può ancora dire!

 

 

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(Immagine di sfondo: uno Spitfire britannico. Fonte: foto di helponhand da Pixabay)

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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