Sedotto dal fascismo: l’insospettabile opinione del giovane Kennedy

Nel 1937, l’allora ventenne John Fitzgerald Kennedy, futuro presidente degli Stati Uniti d’America, compì un viaggio di piacere in Italia e Germania, appuntando in un diario le sue impressioni. Il 3 agosto, a Milano, annotò di essere “giunto alla conclusione che il fascismo è la cosa giusta per la Germania e per l’Italia, il comunismo per la Russia e la democrazia per l’America e l’Inghilterra. E che sono i mali del fascismo al confronto del comunismo?“.

Il 21 agosto, a Colonia, ammirando la superiorità delle “razze nordiche” rispetto a quelle “romaniche” (intendeva “latine”), dichiarava: “I tedeschi sono davvero troppo in gamba, per questo ci si mette tutti insieme contro di loro: per proteggersi“. JFK tornò in Germania nell’estate del 1945, a guerra finita. Il 1° agosto visitò il “Nido dell’aquila”, il rifugio di Hitler sulle montagne di Berchtesgaden, e scrisse: “Chi ha visto questi luoghi può senz’altro immaginare come Hitler, dall’odio che adesso lo circonda, tra alcuni anni emergerà come una delle personalità più importanti mai vissute. Era fatto della stoffa con cui si fanno le leggende“.

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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