Selinunte. Si scava per riportare alla luce l’antico porto della città

È stata annunciata alla fine di agosto una campagna di scavi per riportare alla luce l’antico porto di Selinunte, all’interno del più grande Parco archeologico d’Europa. L’antico porto orientale della città greca era importante, considerando che, nel suo momento di massimo splendore, la città arrivò ad avere fino a 100mila abitanti. La missione è curata dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma, dall’Università di Bonn e da quella di di Bochum in collaborazione con il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria.

A dirigere le operazioni il professor Jon Albers. Una missione che ha lo scopo di indagare l’estensione dell’antico bacino portuale nella valle del Gorgo Cotone, tra la collina di Manuzza e la collina orientale, individuando i limiti perimetrali di quello che era l’antico porto, oltre al datarne le strutture e a definire la relazione tra lo scalo e l’urbanistica della città.

“Le attività di ricerca del Parco – ha spiegato il direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, Bernardo Agrò – sono portate alla conoscenza attraverso la realizzazione di allestimenti museali a cantiere aperto, che costituiscono un valore aggiunto nella offerta culturale per i visitatori con rinnovati e sempre inediti percorsi. L’iniziativa che presentiamo è stata realizzata grazie anche al contributo di alcune associazioni come La Rotta dei Fenici – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa – e il Gruppo Archeologico Selinunte. L’idea inoltre costituisce un modo nuovo anche per raggiungere i newcomers, cioè le persone che nei nostri siti museali non sono mai entrate ponendo come altro importante obiettivo far tornare loro e gli altri, facendo diventare il Parco come una realtà presente nella vita delle persone”.

Redazione Conoscere La Storia

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