Sutri: il borgo con una storia plurimillenaria

Sede vescovile sin dal V secolo, Sutri ha una storia plurimillenaria che la vide rifulgere soprattutto in epoca etrusca. In seguito sulla Cassia sottostante passarono i germani, goti e longobardi, e a questi ultimi è legato l’episodio che la rese celebre: la donazione del borgo e dei territori circostanti disposta nel 728 da re Liutprando a papa Gregorio II, primo nucleo per la costituzione del Patrimonio di San Pietro.

Questa decisione, considerata l’inizio del potere temporale dei pontefici, da allora legò per sempre la cittadina alla Santa Sede. Tra il 1243 ed il 1244 fu addirittura sede papale, ospitando Innocenzo IV in fuga dagli sgherri di Federico II, da lui scomunicato. Poi iniziò il declino, che comportò nel 1435 l’accorpamento della sede vescovile con quella di Nepi, con un momentaneo ritorno di prestigio solo grazie all’ascesa al soglio papale di Pio V, che fu suo vescovo nel 1556. Da vedere c’è tutto il borgo, avvolto in un’atmosfera magica, i resti dell’antiteatro romano e soprattutto, appena fuori, la cripta della chiesa ipogea della Madonna del Parto, ai piedi del colle Savorelli: costruita su un mitreo del I secolo, conserva un ciclo di affreschi medievali che raffigurano pellegrini in rotta verso il santuario di San Michele sul Gargano. La cattedrale di Santa Maria Assunta invece, pur edificata in stile romanico e consacrata da Innocenzo III nel 1207, fu stravolta in epoca barocca: di originale restano il campanile, il pavimento cosmatesco, la cripta con i capitelli bizatini e medievali e alcune colonne romane.

Redazione Conoscere La Storia

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