Trafalgar: perché Napoleone perse una battaglia decisiva

La battaglia navale di Trafalgar, nel 1805, con la vittoria della flotta britannica sulla flotta francese, cambiò la storia, consegnando definitivamente all’Inghilterra l’indiscusso predominio sui mari, un potere che Londra avrebbe orgogliosamente imposto al mondo intero per tutto l’Ottocento e fino alla Prima guerra mondiale.

Ma perché avvenne quella sconfitta? Napoleone privilegiò sempre le truppe di terra, condannando la Marina a una subalternità di mezzi e psicologica che a bordo si trasformava in diffuso scoraggiamento. Anche la Rivoluzione ebbe le sue colpe: i vascelli francesi mancavano di personale qualificato, il sistema della leva non funzionava e il corpo ufficiali era sguarnito a causa delle “purghe” che avevano colpito soprattutto gli aristocratici, eliminati o costretti ad emigrare.

Inoltre, nonostante l’esistenza del metodo con acciarino per armi e artiglieria, i francesi continuavano a impiegare la tradizionale miccia per i cannoni navali. La miccia accendeva la carica solo dopo un ritardo imprevedibile, il che significava che, a causa del rollio della nave, l’alzo e quindi la distanza non poteva essere stimato con molta precisione. Invece, l’acciarino accendeva la carica quasi istantaneamente dando all’artigliere una maggiore probabilità che il proiettile partisse anticipando il nuovo movimento del rollio della nave.

Infine, il blocco navale imposto dalla Royal Navy ai vascelli francesi comportò una lunga inattività degli equipaggi rivoluzionari, che non poterono sviluppare la necessaria esperienza, al contrario dei rivali inglesi.

Mario Galloni

Giornalista professionista con la passione per la storia, ha iniziato a occuparsi di cronaca per il quotidiano milanese “la Notte”, dove ha scritto di nera, giudiziaria e sport. È stato caporedattore di testate nazionali e collabora con le riviste “BBC History”, “Conoscere la Storia”, “Storie di Guerre e Guerrieri”, “Medioevo Misterioso” e "Civiltà Romana". Ha al suo attivo due libri.

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