Stregoneria: Triora, il borgo delle streghe

Triora è noto come il borgo delle streghe per eccellenza. L’origine di questa notorietà è da ricercarsi in quello che fu il processo per stregoneria più abominevole della storia d’Italia. Nel 1587 infatti il paese era stato colpito da una devastante carestia.  L’idea che i malefici delle streghe avessero messo in ginocchio l’intera zona cominciò ben presto a prendere piede.

Il parlamento locale si mosse per allestire un processo. Trovare un capro espiatorio avrebbe tranquillizzato la popolazione. Vennero arrestate più di 200 donne. Ciascuna di loro fu interrogata sotto tortura,  dopodiché  furono tradotte nei sotterranei del fortino di San Dalmazio. Quando lo spazio non fu più sufficiente, si cominciò a confiscare case alla popolazione per trasformarle in prigioni provvisorie. La più famosa di tali dimore, visibile ancora oggi, è casa del Meggio, che tutti chiamano “Ca’ de baggiure”, ossia casa delle streghe.

Le donne furono sottoposte a tali strazi che molte finirono per confessare le azioni più assurde e turpi pur di far cessare le sevizie. Una delle accusate, Isotta Stella, morì per le torture subite e un’altra si tolse la vita gettandosi dalla finestra. Molte accusate arrivarono al punto di implorare di essere uccise pur di porre fine a quelle indicibili sofferenze.

Alla fine di un processo durato anni tra atroci violenze, secondo alcune fonti solo cinque imputate vennero giudicate colpevoli di stregoneria e condannate a morire sul rogo. A queste vittime, però, vanno aggiunte le tante donne morte in conseguenza delle torture o che si tolsero la vita durante la detenzione. Il loro numero resta sconosciuto.

Per non dimenticare l’assurda crudeltà nei confronti delle presunte streghe, il paese di Triora ha eretto un monumento in materiale povero dedicato proprio a loro. La statua si trova in una piccola piazza intitolata alla “Strega del Duemila”, da cui si accede al borgo antico.

A titolo di curiosità, occorre menzionare la particolare segnaletica di Triora, contraddistinta dai comuni cartelli stradali di pericolo attraversamento in cui, al posto del classico pedone o animale vagante, si vede una strega in compagnia del suo gatto nero a cavallo della scopa.

Inoltre, in memoria del suo legame con le streghe, in paese si trova il Museo regionale etnografico e della stregoneria. Al suo interno sono conservati tutti i documenti originali del processo alle streghe, insieme a una serie di spaventosi strumenti di tortura. A Triora è inoltre possibile visitare il fortino di San Dalmazio, uno dei luoghi in cui le imputate furono tenute prigioniere per l’intera durata del processo.

 

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(L’immagine di sfondo è solo una simpatica rivisitazione della figura, affascinante ed ancestrale, della strega. Fonte immagine di sfondo: qui)

Redazione Conoscere La Storia

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