Trireme: la freccia delle acque con cui Roma conquistò il mare

Protagonista della conquista del mare da parte di Roma fu la trireme, un’imbarcazione lunga dai 35 ai 40 metri e larga circa sei metri. L’equipaggio era composto da 250 uomini, 150 dei quali addetti ai remi (schiavi o prigionieri di guerra), che stavano sotto il ponte e non partecipavano ai combattimenti. Venivano organizzati su tre ordini di remi: i vogatori posti in alto, dotati di remi più lunghi e scalmi che sporgevano fuoribordo, erano sistemati dietro quelli che si trovavano più in basso, affinché gli ordini non si ostacolassero a vicenda.

Le triremi avevano anche un albero dotato di una grande vela, che agevolava il lavoro dei rematori durante la navigazione e garantiva maggior velocità alla nave. In fase di abbordaggio la vela veniva ammainata, in modo che il vascello non rimanesse preda del vento e le manovre, effettuate solo con l’ausilio di remi e timone, risultassero più precise. In assenza di armi da lancio, la principale strategia di abbordaggio prevedeva lo speronamento dello scafo avversario mediante il rostro fissato a prora, che affondava nella chiglia nemica.

Trireme: inventata dai Greci nel VI secolo a.C.

Inventata dai Greci nel VI secolo a.C., la trireme era un’imbarcazione relativamente piccola, di poco pescaggio e che, essendo pensata per effettuare spedizioni belliche, generalmente di breve durata, poteva essere realizzata anche usando legni non particolarmente pregiati e poco stagionati. Per la sua maneggevolezza e velocità (pare potesse raggiungere, viaggiando a tutto regime, i 10 nodi, con una media di 5, si impose come la nave da guerra preferita di tutte le marinerie mediterranee (greca, fenicia, romana) e anche di quella persiana.

 

Note: dell’argomento si parla compiutamente sul numero 5 di Civiltà Romana, disponibile in digitale nello store Sprea Editori

Mario Galloni

Mario Galloni

Giornalista professionista con la passione per la storia, ha iniziato a occuparsi di cronaca per il quotidiano milanese “la Notte”, dove ha scritto di nera, giudiziaria e sport. È stato caporedattore di testate nazionali e collabora con le riviste “BBC History”, “Conoscere la Storia”, “Storie di Guerre e Guerrieri”, “Medioevo Misterioso” e "Civiltà Romana". Ha al suo attivo due libri.

Articolo Precedente

Il quadrato magico del Sator: che cosa significa?

Articolo successivo

Perché si dice “vittoria di Pirro”?