Villa Almerico Capra: la Rotonda palladiana

Villa Almerico Capra, detta La Rotonda, poco fuori Vicenza, è una delle ville palladiane più belle e famose e, con le sue meravigliose proporzioni e linee, è divenuta una preziosa fonte d’ispirazione per l’architettura moderna. Il Palladio stesso,
nei suoi Quattro Libri dell’Architettura, descrisse la villa come uno dei siti più “ameni e dilettevoli che si possano ritrovare”.

Essa fu progettata intorno al 1567 per l’umanista ed ecclesiastico vicentino Paolo Almerico. Alla morte dell’architetto nel 1580, la costruzione venne completata da Vincenzo Scamozzi. L’edificio, che, nel 1591, divenne di proprietà della nobile famiglia Capra, è una “villa-tempio” che richiama il Pantheon di Roma e rappresenta quasi un modello ideale di quella perfezione architettonica, simmetrica ed elegante, a cui il Palladio aspirò sempre.

Ogni singolo elemento e concetto alla base della villa è da inserire in una ricerca di “ordine universale”, in cui perfino gli angoli sono orientati verso i punti cardinali. La struttura si sviluppa a partire da una sala centrale rotonda e sormontata da una cupola. Intorno, ci sono, invece sale quadrangolari e simmetriche. Le quattro facciate sono squisitamente uguali e presentano un superbo pronao con colonne ioniche e scalinate su ogni lato. In contrapposizione a degli esterni maestosi ma essenziali, gli interni sono stati decorati in varie fasi fino al ’700: l’apparato pittorico e scultoreo, gli stucchi, i pavimenti sono ricchi, colorati e, per gran parte, barocchi. Particolare attenzione merita la magnifica sala della cupola, che, con la sua solennità e le sue forme, ricorda una chiesa. Il soffitto semisferico, affrescato dal pittore vicentino Alessandro Maganza, racconta di allegorie religiose, mentre le pareti e i corridoi sono adornati da figure mitologiche e finte architetture in trompe l’oeil, realizzate, nel XVIII secolo, dal francese Louis Dorigny.

Redazione Conoscere La Storia

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