16 aprile 529: entra in vigore il Codice Giustinianeo

Il 16 di aprile dell’anno 529 d.C. entrò in vigore il Codex Iustinianus Vetus (Codice Giustinianeo) che, verosimilmente, fu un ampliamente del Codice Teodosiano. L’idea di dare un nuovo ordinamento giuridico all’impero era stata dell’imperatore Giustiniano che, il 13 febbraio dell’anno precedente, aveva emanato la costituzione Haec quae necessario.

L’imperatore, con questo testo, chiariva e palesava la volontà di dare vita a un riordino del sistema processuale, afflitto da lungaggini, disponendo l’avvio della redazione di un nuovo codice di leggi che includesse i testi dei codici precedenti e in generale tutta la produzione legislativa seguita al Codice Teodosiano, mentre si stabiliva che non dovessero essere presenti norme ormai desuete o cadute in disuso.

Il codice fu successivamente stilato da una commissione composta da dieci membri e presieduta da Giovanni ex quaestor sacri palatii, tra cui funzionari imperiali, generali e un esperto di diritto. I lavori si conclusero il 7 aprile del 529, nove giorni prima dell’entrata in vigore.

 

Immagine via commons.wikimedia.org, autore MikiRa70

Elisa Filomena Croce

Classe 1990. Laureata in Storia presso l'Università degli Studi di Milano, specializzazione in storia socio-religiosa del mondo antico. Appassionata di archeologia sperimentale. Attualmente caporedattrice e autrice di articoli su riviste di Storia.

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