Seconda Guerra Mondiale: il tragico bombardamento alleato su Alessandria

Tra i bombardamenti alleati che colpirono l’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, uno tra i più cruenti, in termini di vittime civili, fu senza dubbio quello che colpì, il 5 di aprile del 1945, la città di Alessandria.

La città piemontese, dall’inizio del conflitto fino a un anno prima della fine, nel ’44, aveva contato, tra i civili, soltanto 12 vittime, uccisi da un bombardamento britannico che, per errore (l’obiettivo erano Torino e Milano), aveva provocato la caduta di ordigni su cascina Pistona e sul sobborgo di Litta Parodi. Anche dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la conquista della città da parte delle forze tedesche avvenne rapidamente grazie al cannoneggiamento contro la Cittadella e le caserme Valfrè e Franzini, che portò alla resa del presidio militare italiano e all’inizio dell’occupazione nazista.

Il nodo ferroviario di Alessandria era però fondamentale per i rifornimenti della Wehrmacht e questo la fece cadere tra gli obiettivi dell’operazione Strangle, che portò gli angloamericani a bombardare una prima volta la città il 30 aprile del 1944, provocando 239 vittime, in gran parte casalinghe. Da allora fino alla fine della guerra la città sarà presa di mira senza sosta. A settembre 1944 risultavano distrutte, nel centro, 360 case, 570 erano pesantemente danneggiate e oltre 1000 avevano subito conseguenze.

L’ultimo bombardamento di grande entità di questa infinita serie (ma non l’ultimo in assoluto, incursioni aeree proseguirono fino al 24 di aprile) fu, appunto, quello del 5 aprile. Venti giorni prima della fine, in Italia, del conflitto. L’incursione angloamericana colpì, tra le altre cose, l’asilo di via Gagliaudo. L’attacco provocò la morte di 160 persone e, tra queste, 40 tra bambini, suore e insegnanti dell’Istituto Maria Ausiliatrice.

In totale furono 45 le case rase al suolo e oltre 600 i feriti. Fu un attacco così brutale che anche il comando provinciale dei partigiani del CLN – Comitato Liberazione Nazionale inviò una nota di protesta al Comando Alleato in Italia.

 

 

 

 

 

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Redazione di Conoscerelastoria.it

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