Accadde oggi. 16/4/1946: Bernard Baruch conia il termine “Guerra Fredda”

Accadde oggi. Il 16 aprile 1947 “nasce” la Guerra fredda, termine che tutt’ora utilizziamo per indicare quel conflitto a bassa intensità consumatosi fra la fine della Seconda Guerra Mondiale e il 1991.

A bassa intensità, perché gli scontri della Guerra fredda sono de-localizzati in alcuni angoli del globo, come le ex colonie asiatiche.

Tuttavia, in alcune circostanze la Guerra da fredda rischia di diventare calda e mondiale. La crisi dei missili di Cuba e il misunderstanding sovietico su Able Archer ne sono esempi lampanti.

In effetti l’impiego di armi atomiche è strettamente connesso alla parola coniata da Baruch. In entrambi i casi sopra descritti, l’eventualità di un massiccio attacco/contrattacco (mutua distruzione assicurata) ha rischiato di diventare reale.

Che le testate nucleari sarebbero state un problema per la stabilità del mondo, Bernard Baruch lo aveva capito sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Fondatore di un’agenzia di broker, soprannominato in gioventù il “Lupo solitario di Wall Street”, Baruch ha competenza in ambito armamenti. Durante la Prima Guerra Mondiale ha diretto il War Industries Board e, alla fine della Seconda, ha ricevuto ordine da Washington di stilare un piano (Piano Baruch) sul contenimento delle armi atomiche.

Il “Piano Brauch” impone il rigido controllo internazionale sullo sfruttamento di minerali radioattivi,  sulla produzione di materiale fissile nonché un controllo internazionale su qualunque attività di ricerca (civile e non) relativo all’energia atomica. L’autorità preposta a questo compito avrebbe assunto il nome di “Atomic Development Autority”.

Né Stati Uniti n Urss accettano però la prospettiva. I primi, perché al momento nel 1946 sono gli unici a disporre di un arsenale nucleare. I secondi invece rispondono chiedendo di smantellare l’arsenale americano – “Piano Gromyko” – rifiutando altresì il controllo della suddetta Autorità nelle economie degli stati.

Sul finire del decennio si delinea dunque una situazione piuttosto tesa. E se il Blocco di Berlino genera una prima, profonda frattura fra Mosca e Washington, nell’agosto 1949 la situazione rischia di precipitare. Il 29 del mese, infatti, i russi fanno esplodere Pervaja molnija, letteralmente “primo raggio”. E’ la bomba atomica sovietica.

Il potere delle superpotenze è ormai equilibrato sul piano distruttivo, non su quello geopolitico. La Guerra fredda, nata quel 16 aprile 1947, rischierà ben ben due volte di diventare calda. Fino al fatidico 26 dicembre 1991… quando la bandiera rossa è ammanaita dalle torri del Cremlino.

 

 

(Fonte immagine: qui)

Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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